Il mare continua a innalzarsi, il Mose potrebbe non bastare

Venezia, la ricetta dell’ingegnere Antonio Rusconi sui cambiamenti climatici: : «Servono difese locali e adattamento dei suoli»   

VENEZIA. Il livello del mare potrà aumentare a fine secolo fino alla quota di 84 centimetri. In area adriatica le conseguenze saranno disastrose, con l’allagamento di molte aree costiere. Ma soprattutto con un ulteriore aumento delle acque alte. Venezia potrà essere allagata tutti i giorni. E a quel punto il Mose non potrà bastare. «Serve studiare fin da adesso un Piano di gestione per affrontare le emergenze», dice l’ingegnere idraulico Antonio Rusconi, ex direttore dell’Idrografico e dell’Autorità di Bacino, «che preveda interventi di adattamento alla nuova situazione. Cominciando ad esempio dal sollevamento del suolo in città e in laguna».

Una strada intrapresa sempre con scarso coraggio negli anni passati. Eppure molte sperimentazioni avevano dato esito positivo. Come il sollevamento della casa dei Sette Camini, o gli esperimenti fatti a Poveglia, iniettando acqua nel sottosuolo.


Sollevamento del suolo e difese locali. Che possano aiutare la difesa della città dalle acque alte nel prossimo secolo.

Perché i dati diffusi dall’Ipcc, l’Istituto intergovernativo che studia in Europa i cambiamenti climatici, sono preoccupanti. A differenza delle previsioni ottimistiche diffuse negli anni Novanta e in sede di progettazione del Mose (20 centimetri) la quota di aumento del livello del mare potrà essere vicina al metro. Significa uno stravolgimento dell’equilibrio su cui si è basata nella storia la sopravvivenza della città lagunare.

«Già oggi», avverte Rusconi, «si nota un aumento consistente del livello medio del mare, misurato su Punta della Salute. La media delle acque alte e medio alte è aumentata in modo esponenziale negli ultimi anni. Nell’ultimo decennio il numero delle acque alte eccezionali è arrivato a 95 eventi contro i 27 registrati nel 1980. Nel 2019, l’anno dell’Acqua Granda più alta di sempre dopo il 4 novembre 1966 (189 centimetri) si son registrati ben cinque eventi sopra i 140 centimetri, quattro nel mese di novembre. Decine le maree superiori a 110, quota in cui la città viene sommersa per il 12 per cento. Percentuale che sale al 59 per cento quando l’acqua supera i 140.

Dunque, occorre attrezzarsi. La ricetta di Rusconi è quella di avviare al più presto progetti di “adattamento” del territorio. Lo spiegherà venerdì nel corso del convegno nazionale sui cambiamenti climatici a cui parteciperanno i presidente dell’Ispra Stefano Laporta, il Capo segreteria del ministero per Ambiente Tullio Belenghi, il presidente dei geologi nazionali Francesco Viola.

Il tema è appunto quello dello scenario dei prossimi decenni nel Mediterraneo e nell’Adriatico provocato di cambiamenti climatici.

Situazione con cui bisognerà fare i conti. Una forbice ampia, quella prevista dall’Ipcc, che va dai 43 agli 84 centimetri, scenario dato per probabile perché se anche dovessero essere ridotte le emissioni ci vorranno decenni per poterne verificare gli effetti positivi.

I cambiamenti climatici produrranno modifiche particolari soprattutto nel Nord dell’Adriatico e nella laguna di Venezia. «E il Mose», dice Rusconi, «non basterà, anzi forse dovrà essere rottamato. Bisogna ripensare alla politica di difesa, cominciando dall’adattamento del suolo, dai rialzi e dalle difese locali». —


 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi