Parenti in isolamento, funerali via Zoom: record di esequie, anche gli obitori al limite nel Veneziano

Nella settimana peggiore per numero delle vittime c’è anche il tema del diritto all’addio da parte dei congiunti 

VENEZIA. Privati di un’ultima carezza e del diritto all’addio. I congiunti delle vittime di Covid sono lacerati dalle modalità cui sono costretti dai protocolli sanitari. Le spoglie devono essere avvolte da un lenzuolo imbevuto di disinfettante, non possono essere né toccati né avvicinati dai parenti. Uno strazio nello strazio. Solo ora è concesso riporre dei vestiti buoni, ma soltanto sopra la salma. Niente carezze, niente addio.

Nel caso poi, come spesso accade, che i parenti siano positivi al tampone, non possono neanche partecipare al funerale perché costretti all’isolamento. Un cerchio che non si chiude, impedendo l’elaborazione del lutto.


«Faccio questo mestiere da molti anni, ma è straziante» sintetizza Paolo Lucarda, titolare dell’omonima impresa funebre. «Mi è capitato proprio pochi giorni fa di essere contattato dai familiari di un anziano vinto dal Covid. Mi chiedevano di attendere qualche giorno per organizzare il funerale, perché a casa in quarantena».

È un pugno nello stomaco la testimonianza di Sandro Rallo, titolare dell’omonima, storica agenzia funebre mestrina. «Ho dovuto organizzare il funerale di un uomo di 45 anni morto a causa del Covid. Se ne è dovuto andare solo, senza la madre. Positiva, non poteva uscire di casa. È stato molto doloroso».

C’è chi cerca di rimandare, ma questo non è sempre possibile, perché ormai i carichi iniziano a essere sempre più pesanti. Per questo le imprese veneziane hanno ricevuto una comunicazione da parte dell’ospedale di Padova, con la richiesta di accelerare i tempi per i funerali, con l’obitorio ormai sotto stress.

Se i ritmi continueranno a essere tanto intensi, da domani inizierà il trasferimento di alcune salme dall’obitorio di Dolo, prossimo alla saturazione, verso quello di Noale.

In alcuni casi, per i congiunti costretti all’isolamento domiciliare, si cerca di supplire con la tecnologia. Nei giorni scorsi, a Dolo, un funerale è stato ripreso via Zoom dai parenti per consentire la partecipazione dei congiunti, a casa.

Praticamente una diretta dalla quale è stato possibile ascoltare la messa e persino accompagnare il feretro al funerale, «da remoto».

«È una situazione estremamente pesante per i familiari, che alla sofferenza per la perdita sono costretti ad aggiungere il dolore per uno strappo tanto brusco» spiega Rallo. Parole che si ripetono tra i suoi colleghi. «Abbiamo superato le cifre di questa primavera» spiega Lucarda.

«I numeri non sono straordinari, perché parliamo di un aumento di circa il 10% rispetto al novembre scorso - una decina di funerali a settimana allora, almeno tre in più adesso -, ma la crescita è evidente. È pesante. Forse meno rispetto alla prima ondata, quando lavoravamo con una maggiore pressione, quando c’era più paura. Ma è pesante». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi