Madre da 14 giorni muore a 34 anni per una emorragia a Musile: lascia tre figli

Hazbije Seferi, la giovane mamma morta in pochi giorni dopo un’emorragia cerebrale

Il malore improvviso domenica scorsa, giovedì il decesso, comunità sconvolta. Il marito lavora da anni a Cavallino

MUSILE. Colpita da un’emorragia cerebrale, muore mamma di appena 34 anni. Lascia tre figli, l’ultimo dei quali venuto alla luce solo un paio di settimane fa, a inizio novembre. La donna si chiamava Hazbije Seferi. Di origine albanese, viveva con il marito e i figli in via Bosco, nella località di Croce di Musile.

La tragedia ha sconvolto la frazione, dove la famiglia, ben inserita nel tessuto sociale del paese, è molto conosciuta e benvoluta. Secondo quanto ricostruito, domenica scorsa la giovane mamma ha accusato un malore cerebrale.

Mentre si trovava in casa, si è accasciata perdendo i sensi. Subito è stato lanciato l’allarme e sul posto sono arrivati i sanitari con l’ambulanza. È iniziato così un lungo calvario tra gli ospedali di San Donà, Portogruaro e Mestre, dov’è stata sottoposta anche a un intervento chirurgico. Ma gli sforzi dei sanitari per salvarle la vita sono risultati vani.


Giovedì Hazbije Seferi è venuta a mancare. Lascia il marito Fatmir Sinameta, che lavora da alcuni anni nell’azienda agricola Valleri di Cavallino-Treporti.

E i tre adorati figli: Leonardo, che frequenta le scuole superiori; Luis che è iscritto alla primaria del capoluogo e il piccolo Luca, venuto al mondo la prima settimana di novembre. Oltre ai genitori, al fratello e alla sorella. Una famiglia molto unita, che ora si stringerà attorno al marito per aiutarlo nella crescita dei figli. In via Bosco, nel villaggio di fronte all’asilo in costruzione, tutti sono rimasti sconvolti dall’accaduto.

«Una disgrazia che ci ha lasciato senza parole», raccontano alcuni vicini di casa, «quella di Hazbije è una famiglia unita, socievole, fatta di persone che si danno da fare e pronte ad aiutare gli altri. Anche lei era una grande lavoratrice. Nessuno si aspettava che potesse accadere una simile disgrazia». Adesso era in maternità, ma in passato la stessa Hazbije aveva svolto diversi lavori. Era molto apprezzata dalle altre mamme, che non le facevano mancare l’affetto.

«La scomparsa di Hazbije è una grandissima perdita per la collettività di Croce», raccontano alcune di loro, «era una donna estremamente educata, rispettosa, umile, sempre pronta ad aiutare chiunque, spontaneamente, prima che l’aiuto venisse richiesto. Era sempre sorridente. E il suo sorriso, che nasceva dai suoi occhi prima che dalle labbra, aveva il potere di rallegrare la giornata. Perdiamo una mamma amorevole, una donna ricca di virtù, un modello da seguire per tutti noi. Ci mancheranno i suoi occhi sorridenti». —

 

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