Ticket Actv, buco da 400 mila euro, l’azienda veneziana licenzia una dirigente

I mancati versamenti iniziati a fine 2019 e scoperti solo nei mesi del lockdown. Il direttore generale Seno: «Siamo parte lesa». Titolari delle rivendite nei guai

VENEZIA. 400 mila euro: a tanto ammonta l’ammanco scoperto nelle casse Actv-Avm. Ovvero il corrispettivo di migliaia di titoli di viaggio venduti da tre edicole-biglietterie veneziane facenti capo ad un’unica società, ma mai versati alle casse dell’azienda. Un raggiro? Una “dimenticanza”? Una difficoltà nell’emergenza covid? Oppure, un’appropriazione dolosa?

Tant’è il buco è andato aumentando nel tempo, fino a venire finalmente scoperto. E a quel punto l’Avm ha deciso di avviare un’investigazione interna, licenziare la dirigente responsabile del Controllo accusandola di non essersi accorta in tempo di quel che stava accadendo (potrà ricorrere al Tribunale del lavoro), affidandosi poi ai propri legali per presentare un decreto ingiuntivo nei confronti della società “smemorata” (caduto nel nulla) e una denuncia penale.


Il mancato incasso negli incassi, al momento, permane: ma come è potuto accadere?

«In questa vicenda l’azienda è parte lesa», osserva il direttore generale del gruppo Avm, Giovanni Seno, «queste cose sono emerse durante i nostri periodici controlli, come sempre fatto: ricordo i bigliettai licenziati, il licenziamento dei cassieri del park Sant’Andrea, il licenziamento dell’ausiliario al traffico. Per il resto, essendoci inchieste in corso, non abbiamo null’altro da dire».

Così è l’assessore alle Società partecipate e al Bilancio, Michele Zuin a spiegare l’accaduto: «Il meccanismo della concessione delle biglietterie ad edicole e tabaccai fa sì che sia data loro in dotazione una macchinetta che stampa il biglietto quando viene acquistato, poi il gestore riversa quanto incassato ad Avm-Actv trattenendosi il suo aggio», spiega Zuin, «è successo che per svista, dolo, errore, difficoltà economiche - lo chiarirà la Procura - non siano stati riversati i corrispettivi da tre edicole facenti capo alla stessa società (una è quella in vendita ai piedi del ponte della Costituzione, inserita proprio nel pontile Actv delle linee 1 e 2 , ndr). Evidentemente c’è stato un problema nel meccanismo dei controlli interni all’azienda, perché ci si è resi conto dell’omesso versamento quando ormai la cifra aveva superato i 400 mila euro ed è partita la denuncia e il decreto ingiuntivo. Ma l’importante è che se ne siano accorti. Intanto sono state cambiate le procedure di validazione».

Mancati versamenti – ricostruisce l’assessore Zuin – che sarebbero iniziati verso la fine del 2019 e scoperti in periodo di lockdown: «Bisogna tener conto che normalmente dalle rivendite concessionarie, prima del Covid e della mancanza di turismo, Avm incassava 50 milioni l’anno dai concessionari. Un’unica rivendita può fare vendite per migliaia di euro in un giorno: soprattutto a piazzale Roma».

Liquidate invece come «fantasie» – o piuttosto tentativi di truffa da parte di qualcuno – le voci di presunti manager dell’azienda che si sarebbero presentati in alberghi di Mestre con valigette cariche di biglietti chiedendo pagamenti in contanti.

Tant’è il buco si è fatto una voragine da 400 mila euro, che pesa ancor di più in quest’anno nero di lockdown e senza turisti, iniziato con l’acqua granda del 12 novembre 2019 e tutt’ora in corso con l’emergenza coronavirus: «Nel 2020 stimiamo un centinaio di milioni di euro di mancati incassi», conclude l’assessore al Bilancio, Zuin. —



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