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Un nuovo focolaio nella Rsa di Caorle

Rosario Padovano
1 minuto di lettura

CAORLE

Ora ci sono 9 positivi. Esplode il focolaio alla casa di riposo Don Moschetta di Caorle. Nessuno è in gravi condizioni ma tra gli anziani serpeggia la paura, perchè si teme un effetto domino come già accaduto nel contesto della residenza Francescon di Portogruaro la scorsa primavera, quando morirono in 15. Era dell'altro giorno la notizia che alla Don moschetta fossero rimasti positivi un operatore e un ospite. Ora i contagiati dal Covid-19 sono 9. A fornire le stime precise, in un'ottica di trasparenza, è il direttore Paolo Giacopello. «Dopo il primo caso positivo rilevato, abbiamo provveduto a contenere il più possibile la propagazione del virus – ha riferito Giacopello - nonostante ciò, ad oggi, si sono riscontrati nove casi di positività all'interno della struttura, rilevati dal tampone rapido. Siamo ancora in attesa delle conferme, date dal risultato del tampone molecolare. Attualmente nessuno degli ospiti positivi presenta sintomi». Il fatto però che gli anziani non siano sintomatici non fa però dormire sonni tranquilli. «Siamo costantemente al lavoro per riorganizzare completamente la struttura, al fine di scongiurare il diffondersi del virus, attraverso una continua collaborazione con il team preposto dell' Asl 4. I familiari degli ospiti positivi vengono costantemente informati sulla situazione dei loro cari».

Una brutta tegola, quindi, che a Caorle si sta seguendo con grande attenzione, dopo le accuse di mancata trasparenza rivolte, dalla minoranza, all'amministrazione comunale. Secondo la giunta, in base agli accordi con Asl 4, solo la direzione generale può fornire cifre sul numero di contagi a Caorle. Intanto è ricoverato in ospedale nel Pordenonese monsignor Pietro Cesco, già parroco a Concordia Sagittaria e Portogruaro. Le sue condizioni non sono gravi. —

Rosario Padovano

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