Contenuto riservato agli abbonati

«Due milioni di euro per i sollevamenti del Mose»: Venezia, il Consorzio chiede fondi al Provveditore

«In caso contrario a rischio l’attività». Contenziosi milionari con le aziende, nodi da risolvere per la nuova Autorità

VENEZIA. Due milioni di euro. E’ il rimborso chiesto dal Consorzio Venezia Nuova al Provveditorato alle Opere pubbliche e al commissario “Sblocca cantieri” Elisabetta Spitz per gli ultimi sollevamenti delle paratoie del Mose. Uno dei tanti contenziosi che vedono contrapposti il concessionario adesso guidato dagli amministratori straordinari e il Provveditorato, l’ex Magistrato alle Acque.

Soldi che secondo il Consorzio dovranno garantire il proseguimento dell’attività di avviamento del Mose e anche le risorse umane (gli stipendi delle squadre e degli ingegneri, l’energìa) e i materiali per i prossimi sollevamenti. Contenziosi che vedono anche posizioni distinte tra il commissario Spitz e il provveditore Zincone.

Quest’ultima ha chiesto la revisione della convenzione del 2016 e l’aggiornamento dei prezzi. Un groviglio di debiti, crediti e risarcimenti danni che adesso dovrà essere esaminato dal prossimo commissario liquidatore, previsto dalla legge per la formazione della nuova Autorità della laguna al posto del Consorzio.


Si tratta di decine di milioni di euro. In parte bloccati o contesi tra le vecchie imprese del Mose (Mantovani e il suo Consorzio Covela, Glf Fincosit e Condotte) e il Consorzio.

Nell’ultimo bilancio approvato in questi giorni dagli amministratori straordinari, tre pagine sono dedicate alla questione dell’accantonamento degli utili in seguito ad azioni giudiziarie. 12 milioni 149 mila euro sono stati messi da parte. I c ommissari sostengono che in base alla legge del 2014 non soltanto gli utili del Consorzio ma anche quelli delle imprese vanno accantonati e non distribuiti.

«Altrimenti», scrivono, «si arriverebbe al paradosso che il commissariamento è servito per far percepire gli utili dell’attività criminosa». Tesi su cui le imprese non sono d’accordo, e hanno presentato ricorsi. Accolti dal Tar ma respinti in appello dal Consiglio di Stato. Fino alla richiesta di risarcimento presentata ai danni dei commissari per 196 milioni di euro.

Nello stesso bilancio vi sono ancora residui della liquidazione milionaria concessa all’ex presidente direttore Giovanni Mazzacurati, coinvolto nello scandalo e morto l’anno scorso. 836 mila euro la somma che ancora gli spetterebbe per via dell’accordo transattivo. «Somma», scrivono i commissari, «messa sotto sequestro dalla magistratura che indaga sui danni erariali».

E’ più o meno la stessa cifra di quanto accantonato (854 mila euro) per il pagamento delle ferie e delle 14esime a tutti i dipendenti.

Contenziosi che adesso toccherà al liquidatore risolvere. La sua nomina dovrà arrivare entro il 12 novembre, insieme al presidente della nuova Autorità, che sarà nominato dal Presidente del Consiglio su indicazione del ministero delle Infrastrutture.

Una procedura contesta da Comune e Regione. «Bisogna correggere quella norma», ha detto il sindaco Brugnaro, «così hanno espropriato gli enti locali». Sette i componenti del Consiglio direttivo, di cui quattro di nomina dei ministeri e tre di Regione, Comune e Città Metropolitana. Intanto Luigi Zanda, senatore del Pd e primo presidente del Consorzio negli anni Ottanta, indicato come possibile presidente, non conferma e non smentisce. «Io faccio il senatore», dice.

Altri nomi che circolano quello dell’ex Provveditore alle Opere pubbliche Roberto Linetti, degli ingegneri idraulici D’Alpaos e Rusconi. Anche quello dello stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Andrea Martella, autore del decreto legge che ha istituito la nuova Autorità, il 14 agosto, poi convertito in legge il 13 ottobre. Entro la metà di novembre dovrà essere operativa. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

Napoli, l'operatore ecologico sparge i rifiuti per strada: le immagini dalle telecamere di sicurezza

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi