Con “L’Angolo del Riuso” a Venezia l’edicola diventa solidale

Nella tabaccheria di Ennio Zane, con vetrine tra campo San Giacomo da l’Orio e campo San Stin, chi ha porta e chi ha bisogno prende

VENEZIA. L’Angolo del Riuso è una stanza della solidarietà: chi ha, porta; e chi ha bisogno, prende. Gratuitamente.

Si apre dietro al bancone tra i giornali, i giocattoli, i quaderni, le sigarette della tabaccheria-edicola di Ennio Zane, con vetrine tra campo San Giacomo da l’Orio e campo San Stin: chi ha abiti, cappotti, maglioni, scarpe, ma anche oggetti per la casa in buono stato e non usa più, libri che non legge, li può portare qui.


«Spesso abbiamo a casa oggetti ai quali non diamo più valore, ma che per altri possono essere di valore se rimessi in circolo», racconta Zane, «l’aggiunta che vogliamo dare è l’aspetto solidale: vogliamo dare un aiuto disinteressato, senza guadagnarci niente. Chi ha questi oggetti li può portare qua e non li mettiamo a disposizione: chi ne ha bisogno può portarseli via. E se invece ne ha la possibilità, può fare anche una piccolissima offerta, che noi trasformiamo in generi alimentali a lunga conservazione che diamo a persone o famiglie che sono in difficoltà, anche momentanea in questo momento particolare».

Solidarietà di vicinato, che con il passaparola sta prendendo corpo. Tra un cliente che compra un giornale e quello che domanda un pacchetto di sigarette, nel giro di pochi minuti nel negozio entrano una signora per chiedere come può contribuire alla raccolta e un giovane, con un sacchetto con pasta, zucchero, farina.

«È un’iniziativa che è nata prima del lockdown», racconta ancora Zane, mostrando il quaderno dove segna l’ammontare delle offerte raccolte, «poi c’eravamo dovuti fermare e ora ha ripreso piede. Siamo in contatto anche con altre realtà solidali del territorio, perché cerchiamo di raggiungere più persone possibile. Sono un veneziano che ha dovuto trasferirsi in terraferma, a Martellago, ma nei paesi è più facile fare queste iniziative. Ho cercato di portare un po’ di spirito di comunità anche a Venezia, città così improntata al turismo. Almeno lo era: ora le persone in difficoltà sono molte di più».

Si moltiplicano così le iniziative. Poco lontano , a San Stae, la Caritas ha da anni il suo negozio solidale di abiti, mentre alla Misericordia l’Emporio Solidale raccoglie la spesa offerta e distribuisce alimenti a decine di famiglie. —


 

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