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Marghera in lutto: Mauro Baratto stroncato da un infarto davanti al suo negozio 

Aveva 37 anni, era da sei il titolare del “Hemp town – desanapianta” che trattava prodotti derivati dalla canapa

MESTRE. Lutto a Marghera per l’improvvisa e inattesa scomparsa di un giovane commerciante, vittima di un fatale infarto a meno di quarant’anni di età. Martedì alle 11.30 circa, proprio mentre stava aprendo il suo negozio in via Castelli 5 a Marghera, Mauro Baratto, 37 anni, si è accasciato a terra colto da un improvviso infarto.

A nulla sono serviti gli interventi immediati di un’ambulanza e dell’automedica che hanno provato inutilmente a rianimare il negoziante ma ne hanno solo potuto constatare il decesso, le cause del quale, visto la giovane età di Mauro, sono ora in fase di accertamento.

Sul luogo della tragedia è intervenuta anche una pattuglia delle forze dell’ordine, che ha provveduto a transennare il luogo del decesso per effettuare ulteriori accertamenti ed ha impedito per alcune ore il transito in via Castelli.

Mauro Baratto, nato a Noale trentasette anni fa, era da sei il titolare del negozio “Hemp town – desanapianta” che trattava con un buon riscontro di clienti prodotti derivati dalla canapa, e grazie alla sua esperienza quasi ventennale, nonostante fosse ancora molto giovane, era riuscito a creare nel suo negozio, come amava ripetere lui stesso: «un vero e proprio salotto, dove trovare prodotti, consigli utili e un clima rilassato e piacevole, adatto a creare amicizie e portare sincerità in un momento dove queste vengono a mancare sostituire dal business facile e dalla speculazione».

E le amicizie erano arrivate facilmente, sia tra i clienti che tra gli esercizi commerciali vicini, grazie alla naturale simpatia che Mauro riusciva ad inspirare anche solo scambiando due semplici parole, sia per il suo aspetto fisico da «rasta grosso e buono» che lo faceva subito riconoscere anche a distanza. «Una persona meravigliosa» lo ricordano i vicini di attività «Sempre sorridente e disponibile.

Anche stamattina come il solito ci eravamo salutati cordialmente, poi dopo nemmeno mezz’ora è arrivata una ragazza che piangendo mi ha raccontato quanto accaduto. Caro Mauro ci mancherai moltissimo».

«Non lo potevo certo considerare un amico», aggiunge un vicino di casa, «ma era come se lo fosse da come ogni giorno salutava tutti. Si vedeva benissimo che il negozio era la cosa più importante della sua vita, ma anche se come tutti stava probabilmente soffrendo per il periodo di crisi, non lo ha mai fatto vedere».
 
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