“La bottega dell’arte” riapre  a Venezia con i suoi colori e un canone calmierato

La bottega dell'arte

Gabriele Scarpa, il titolare: "L'affitto di 4 mila euro al mese era diventato insostenibile, abbiamo trovato un accordo"

VENEZIA. Davanti a tante vetrine che chiudono in città, c’è chi resiste caparbiamente per continuare nella sua storica attività piena di colori «al servizio prima di tutto degli artisti veneziani».

E lo fa grazie anche al felice incontro con i proprietari del nuovo negozio, disposti ad andare incontro alle necessità dell’inquilino in un anno tanto disgraziato, rinunciando a parte dell’affitto in attesa di tempi migliori.

È quello che, per fortuna, è capitato a Gabriele Scarpa titolare della “Bottega dell’arte”: un punto di riferimento prezioso, unico in città nella vastità della sua offerta, per chiunque ami disegnare e dipingere.

Costretto a chiudere lo storico, lungo e stretto negozio in Bacino Orseolo - «4 mila euro al mese erano diventati un affitto esorbitante, non più sostenibile» - Scarpa ha riaperto a settembre in calle dei Fuseri, a due passi da campo San Luca. Le pareti del negozio sono coperte da mille e più colori di ogni fattura, pennelli, cavalletti, bloc notes dai fogli di carta più preziosa.

«Quanti colori ho? Migliaia e migliaia: ogni ditta ne ha almeno un centinaio in campionario», allarga le braccia sorridendo, «colori ad olio, acrilici, acquerelli, pigmenti in polvere, a tempera, colori per restauro, per tessuti, foglia d’oro». I più preziosi sono due tubetti rosso di cadmio («Ma ora puntano a farne cadmio-free») e blu cobalto, che arrivano a costare 45 euro.

«Poi ci sono le tele, fino a un metro e mezzo di lato, e i cavalletti che mi piace così tanto vendere, perché ne esistono di svariate forme e si possono trasformare anche in tavolini per gli acquerelli», racconta il titolare. Nel sangue la passione per l’arte e il piacere del bello: «Forse sarà il Dna del mio prozio Carlo Scarpa. Io dipingo per hobby, ma quello che mi piace è mettermi al servizio degli artisti. Lo faccio dal 1987».

Una storia di bellezza e commercio che sembrava - come troppe - destinata a scomparire, davanti «a un affitto diventato ormai insostenibile rispetto alla crisi che sembra non mollare la presa da anni. Ho temuto il peggio e invece, per fortuna, ho trovato proprietari disponibili, che hanno capito la situazione e che mi hanno concesso un canone temporaneamente calmierato». Intanto la Bottega di Gabriele Scarpa lavora con gli artisti veneziani, «anche se i maschereri oggi sono in crisi e gli stessi pochi pittori di Piazza che resistono, sono in difficoltà». Certo, la speranza è che tornino anche i foresti «Con i veneziani sopravvivo. Ci sono tanti turisti che vengono a Venezia per dipingere. Speriamo che questo periodo tremendo per tutti passi presto». —



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