Palazzo Mocenigo, B. Marcello o Villa Priuli I gioielli di Venezia registrano il pienone

Un successo l’iniziativa Fai alla scoperta delle bellezze del centro storico e della provincia. Si replica il prossimo weekend 

i tesori per tutti

Intorno alle 450 presenze, ma la cifra dovrebbe aumentare il prossimo fine settimana. Sono gli amanti della cultura che nel weekend hanno riempito, nel pieno rispetto delle distanze di sicurezza, i gioielli della provincia di Venezia aperti gratuitamente per le giornate del Fai.


Due giorni da “tutto esaurito”, già a partire dalle prenotazioni, che lasciano il sorriso sul volto di Francesca Barbini, a capo della delegazione veneziana: «Compatibilmente con la situazione, è andata veramente bene, anche grazie alla collaborazione impagabile con la Protezione civile, la Croce rossa, la Guardia di finanza. Grazie all’aiuto dei giovani volontari, con poca esperienza, ma grandissimi senso di responsabilità e passione: hanno fatto la differenza nelle loro narrazioni tra palazzo Corner e la sede del Conservatorio. Ma, soprattutto, grazie alle guide professionali di Venezia, che ancora una volta ci hanno offerto il loro lavoro gratuitamente, anche in un periodo di grande sofferenza per la loro professione».

Accessi a numero ridotto e molti meno siti degli anni passati, la due giorni del Fai ha dovuto adattarsi a un mondo che è cambiato. Fondamentale, insieme alla buona riuscita della giornata, era evitare la possibile creazione di assembramenti. Obiettivo centrato. A Venezia, le porte sono state aperte a Palazzo Corner Mocenigo, sede del distaccamento di Venezia del museo storico della guardia di finanza, visitabile anche il prossimo week-end, e poi a palazzo Pisani, sede del Conservatorio Benedetto Marcello, che rimarrà aperto anche sabato prossimo.

E per due giorni sono state visitabili anche casa Bortoli e il negozio Olivetti, vale a dire due grandi classici delle giornate veneziane del Fai. In provincia, le visite sono state possibili a Villa Priuli Grimani Morosini a Martellago, mentre nel prossimo fine settimana la cornice della due giorni saranno la cittadina di Noale, con la torre delle campane della chiesa dell’Assunta, il parco della pace a Portogruaro, villa Soranzo a Concordia Sagittaria, infine la chiesa di San Martino e villa Querini Calzavara Pinton a Pianiga. Anche qui, però, visite quasi tutte esaurite, rimangono solo una manciata di posti a Pianiga e a Noale.

«Ma la speranza è di riuscire ad aggiungere qualche turno in più, come già abbiamo fatto in questo primo week-end», spiega Barbini. Per raggiungere, dunque, la cifra complessiva di un migliaio di presenze nell’arco dei quattro giorni. Circa un sesto delle partecipazioni rispetto alle cifre che avevamo conosciuto gli anni scorsi. Ma comunque un punto segnato dalla cultura, indice del desiderio di normalità dei veneziani, che non si scontra con il senso di responsabilità.

Per prenotare la visita a uno dei siti del Fai che saranno aperti sabato e domenica è sufficiente collegarsi sul sito www. fondoambiente. it; quindi, riservare un posto nella fascia oraria selezionata.

Per ciascuna visita è previsto un contributo volontario, dall’importo minimo indicato dal Fai stesso.

Per prendere parte alla visita, ovviamente, bisognerà obbligatoriamente indossare la mascherina per l’intera durata dell’itinerario, avere una temperatura corporea inferiore ai 37. 5 gradi, utilizzare il gel igienizzante posizionato all’inizio di ogni percorso e tenersi ad almeno un metro e mezzo di distanza dalle altre persone. Piccole misure di responsabilità individuale, fondamentali per la buona riuscita dell’iniziativa. —



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