Associazione “Batipai”

Tommaso De Michiel è felice quando parla dell’ “Associazione Culturale Batipai” creata con un gruppo di amici due anni fa e che ha lo scopo di riavvicinare i «cittadini a quelle vie d’acqua che tanta fortuna hanno dato al nostro territorio e che ora sono in gran parte sotto utilizzate».

Prima di Venezia c’era l’acqua e attorno a questa è nata la città. Salvaguardare le vie d’acqua e la cultura che le ha usate è salvaguardare le radici della città e creare consapevolezza. Le vie d’acqua vogliono dire anche barche e, come dimostrano numerose realtà in altri Paesi europei, i progetti di restauro di vecchi natanti aggregano persone e consentono di mantenere la memoria. Ecco allora che i giovani “Batipai” si buttano in un’avventura che costa energie e investimenti: il restauro della gabarra “Freccia Azzurra”.


«È una grande imbarcazione storica che stava per essere demolita a Sottomarina e che invece diventerà un luogo di ritrovo per attività che coinvolgano la cittadinanza e propongano scambi di idee e proposte culturali e sociali d’interesse per la città. È una barca, raccontano, che ha lavorato trasportando materiale per la realizzazione delle infrastrutture di Porto Marghera. La stiamo restaurando in un cantiere a Sottomarina, in quanto ormai a Venezia di cantieri che si occupano di grandi imbarcazioni, praticamente non c’è ne sono più».

Incontri sull’ambiente

Una volta restaurata, la “Freccia Azzurra” diventerà un luogo dove fare incontri con esperti su diverse tematiche, quali ambiente e sostenibilità; mestieri, artigianato e tradizione; storia, arte e archeologia. E infine i “Batipai” hanno un sogno: «che la barca diventi un mezzo per navigare lungo gli antichi percorsi d’acqua che collegavano Venezia con le terre vicine». —

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