Assembramenti a Venezia, sei multe a Santa Margherita

Cinque giovani privi di mascherina e il titolare di un locale. Ma la polizia locale non può sanzionare: intervento del Prefetto

VENEZIA. Combattere gli irresponsabili della movida, ma non usare la polizia locale. Un controsenso che emerge dal Decreto Conte del 13 ottobre, quello delle ultime disposizioni per combattere la pandemia. Infatti chi ha stilato la lista dei soggetti che possono fare contravvenzioni per il mancato rispetto sull’uso della mascherina, sulla distanza e gli orari da rispettare, non ha inserito la polizia locale.

Dimenticanza? Forse. Quindi i vigili urbani, per il momento evitano di firmare le contravvenzioni agli indisciplinati, ma si limitano a supportare l’intervento di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Il rischio di ricorsi, infatti, è molto alto.

«Noi continuiamo a supportare le altre forze di polizia in attesa che il Ministero dell’Interno chiarisca la questione, ma non firmiamo nessuna contravvenzione», spiega Marco Agostini, comandante della Polizia Locale di Venezia. Il Prefetto Zappalorto ha chiesto al Ministero come comportarsi, anche se ha detto ufficialmente ad Agostini che per lui la polizia locale può fare qualsiasi contravvenzione in materia.


Nel frattempo e in attesa delle nuove direttive è trascorso il primo fine settimana dall’introduzione dei nuovi limiti di orario destinati a bar e ristornati e i vari limiti di assembramento davanti a locali.

Naturalmente i “furbi” restano, gli assembramenti anche se in minor misura ci sono e sono i più vari, ma tutto sommato si notano segnali di miglioramento, di maggior rispetto delle regole.

Ne è convinto il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto: «Ci sono state poche contravvenzioni e le forze dell’ordine mi hanno segnalato comportamenti più rispettosi delle passate settimane. Spero che la gente inizi a capire che la situazione è ad alto rischio. Temo però che si vada verso una nuova stretta. Comunque va sottolineato che i ristoranti rispettano maggiormente le disposizioni, mentre sono meno attenti i bar. Almeno nelle zone che noi riteniamo a maggior rischio», ricorda Zappalorto.

«Domani ci sarà una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica dove valuteremo i risultati dei controlli e se c’è la necessità di modificare il tipo di servizio. Sarà quindi relazionato il Ministero dell’Interno che ha chiesto i dati di ogni provincia dopo la prima settimana di controlli».

I risultati sull’andamento della curva dei contagi, dopo la stretta del 13 ottobre, si vedranno però solo fra quindici giorni. Ma il giro di vite già è arrivato.

Nel fine settimana ci sono state sei contravvenzioni per non rispetto delle nuove regole. Tutte in centro storico e a Santa Margherita in particolare.

Cinque riguardano dei ragazzi privi di mascherina e che non rispettavano la distanza sociale e una il titolare di un bar davanti al quale c’era l’assembramento. A Chioggia dove c’è stato il primo servizio specifico, di polizia locale e carabinieri, per il rispetto delle regole anti-covid è stato multato un bar perché ha venduto dell’alcol a un minore.

A Santa Margherita, comunque, dicono gli abitanti della zona c’era il solito baccano di ogni fine settimana, mentre si cominciano a registrare le movida-fai-da-te sparse in città e in terraferma. Vedi San Giuliano. —


 

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