Nel 2019 il record degli schianti nel veneziano: velocità e distrazione le cause

Un'immagine di archivio di un terribile incidente

Il maggior numero di vittime il sabato e la domenica: primato a Jesolo e San Donà. Le strade provinciali le più pericolose. «Investire in sicurezza i soldi delle multe»

Recenti dati di Aci e Istat confermano che il 2019 è stato un annus horribilis sulle strade della provincia di Venezia: 67 morti (+ 20 rispetto al 2018). Venezia terza in Veneto, dopo Verona e Padova. In questo 2020 strano, che dopo il lockdown, vede le strade invase dai monopattini elettrici il tema della sicurezza sulle strade torna una priorità.

L’Aci grida alla deregulation e chiede correttivi. Ma si deve fare i conti con una viabilità con tanti punti neri: soprattutto le strade che portano alle spiagge del litorale veneziano, sono quelle più pericolose. Ed emergono le statistiche sulle dinamiche degli incidenti.

Le dinamiche

Sui 3.412 incidenti totali in provincia di Venezia, ben 779 sono dovuti a tamponamenti. Primo posto va ai frontali e collisioni laterali (1.544). 294 le fuoriuscite stradali. Le fasce orarie più a rischio, sono la notte e metà mattino (10-13). Tra le principali cause dei sinistri nel Veneziano ci sono le distrazioni al volante: il mancato rispetto della segnaletica (647) e la guida distratta (517) sono tra le principali cause.

Ad essere coinvolti maggiormente sono ovviamente le autovetture (3.001) seguite dai motocicli superiori ai 50 cc (469). La velocità incide per il 20 per cento negli incidenti mortali; la guida distratta per il 33 per cento; il 13,7% dei veicoli coinvolti non rispettava i segnali. Nel 57% dei sinistri mortali il pedone, coinvolto, non è responsabile. Nel 29 per cento dei casi è corresponsabile. Un altro 83% di sinistri con decessi, vede il veicolo evitare ostacoli.

Triste primato

Nel 2019, i due comuni della provincia di Venezia che hanno segnato il maggior numero di morti sono Jesolo (9 decessi) e San Donà di Piave (7), con 16 vittime sulle 67 totali. Un primato pesante, confermato dal numero di feriti: 288 a Jesolo e 219 a San Donà (sui 3.412 feriti registrati nei 44 comuni). L’intero 2019 ha visto un sensibile aumento dei morti per incidente (20 in più rispetto al 2018), un leggero decremento dei feriti (3.412, 62 in meno rispetto al 2018), mentre il numero degli incidenti è rimasto immutato (2.467). .

Classifica regionale

A livello regionale, la nostra provincia è superata, per numero di morti, solo da Verona (70) e Padova (69) città dove circolano più veicoli (circa 200 mila in più rispetto ai 614.450 di Venezia). In Veneto sono stati 335 i decessi contro i 311 del 2018.

La classifica dei comuni

Gli altri comuni in cima alla triste classifica sono Venezia, con 632 incidenti, 867 feriti e 4 morti. Segue Chioggia con 226 incidenti, 298 feriti e 4 morti; Musile di Piave con 45 incidenti, 59 feriti e 4 morti. Tre vittime e 40 incidenti a Cavarzere con 55 feriti. Nessuna vittima nel 2019 a Camponagara, Caorle, Cona, Concordia Sagittaria, Campolongo Maggiore, Fossalta di Portogruaro, Fossò, Gruaro, Marcon, Mirano, Noale, Pianiga, Pramaggiore, Spinea, Stra, Torre di Mosto e Teglio Veneto. Quei 67 morti del 2019 si sono concentrati in 27 comuni ( media di 2,48 per comune). Le vittime avevano tra i i 30 e i 54 anni.

Strade più pericolose

Le strade più pericolose sono le provinciali, regionali o statali fuori dell’abitato. Il tasso di mortalità (rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti con lesioni a persone moltiplicato 1000) è del 62,08. Poi le strade fuori dall’abitato (tasso di 44,94) e le autostrade (tasso 31,85). Se guardiamo ai dati mensili, si nota che a dicembre si sono contati 12 morti e a luglio 11 decessi. Nell’estate si sono verificati un terzo di morti e feriti dell’anno. E il meteo non sembra influire. Il cielo era sereno in oltre 2 mila sinistri, stando alla ricerca di Aci e Istat. Il fine settimana, sabato e domenica, sono i giorni dove si rischia di più.

Urge prevenzione

«Il sensibile incremento di morti», dice Giorgio Capuis, presidente di Aci Venezia, «è un dato che deve preoccuparci e impegnarci a fare di più sul fronte delle campagne educative, a partire dalla scuola. Troppi incidenti sono ancora causati da comportamenti scorretti al volante e dall’alta velocità. Certo all’educazione e alla prevenzione va affiancata una costante azione repressiva sanzionando tutti i conducenti che guidano in modo scorretto, ad esempio usando il cellulare quando sono alla guida di un veicolo».

E serve investire nella manutenzione delle strade. Aci Venezia sta raccogliando « frequenti segnalazioni di arterie, urbane ed extra urbane, in cattive condizioni, con manto stradale in disfacimento, buche e segnaletica carente. Investire deve essere una priorità». Aprendo cantieri per la sicurezza usando i soldi introitati con le sanzioni. —

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