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Con gli stivali ai piedi in una Piazza San Marco finalmente all’asciutto

Venezia. Il Mose ha funzionato, le storie. Nicoletta De Rossi: «Pazienza se oggi non vendo quasi nulla. È una speranza, ma noi qui restiamo comunque esposti» 

VENEZIA. Piazza San Marco è asciutta! C’è emozione, incredulità, speranza e sollievo in chi cammina per la prima volta nella storia in una Piazza senza acqua alta. Sembra impossibile che a soli pochi chilometri la marea incalzi, spinta da uno scirocco caldo che preme sulle paratoie per entrare in città.

Alle 8.15 le sirene suonano in tutta Venezia per annunciare la marea di 135 centimetri alle 12, ma il messaggio che arriva su Telegram questa volta è diverso: le paratoie del Mose saranno sollevate. Regna la perplessità, pesano anni e anni di processi per corruzione e le criticità note della grande opera. Già dalle prima ore i venditori di stivali usa e getta spuntano qua e là, quasi tutti i veneziani escono con gli stivali, qualcuno anche con quelli da pescatore.

Non c’è molta fiducia che l’opera funzioni. Eppure, a mano a mano che passano i minuti, la Piazza rimane asciutta: nessun rivolo di acqua sgorga dai tombini e nessuna onda scavalca la riva del Bacino di San Marco. Le passerelle, posizionate per precauzione, vengono comunque usate dai turisti, molti in attesa di una Piazza allagata. Piano piano inizia a diffondersi la consapevolezza che il Mose stia funzionando e che le paratoie riescano a tenere l’acqua lontana dalla città.

«Non perdono le mazzette del Mose, ma sono contenta che oggi abbia funzionato perché era un disastro per la città», dice Nicoletta De Rossi, al centro della Piazza con un carrello pieno di stivali usa e getta, «Non ne ho venduto nemmeno un paio, ma meglio così! Ora speriamo che funzioni anche quando il tempo è peggiore».



I bambini giocano a saltare nelle scarne pozzanghere vicino al campanile, dove un gruppo di giovani attende la marea: «Non ci sarà l’acqua alta?», chiede Matilde Muratori di Bologna con il gruppo di amici che ha appena acquistato stivali a 20 euro, «Abbiamo sentito le sirene, siamo andati in un bar e ci hanno detto che erano per avvisare l’arrivo dell’acqua alta di mezzogiorno che stavamo aspettando». In effetti qualcuno sperava di vedere la Basilica riflettersi nello specchio d’acqua della Piazza: «Sono contento per la città, ma turisticamente credo che qualcosa perda Venezia senza acqua alta perché era molto affascinante», afferma Alessandro Mastrandrea, mentre la fidanzata Flaminia Angeloni esulta: «È un momento importante, una svolta per Venezia che ho più volte visto danneggiata da questo fenomeno».

Marea o non marea i turisti non mancano in Piazza: ci sono file al campanile, alla Basilica e a Palazzo Ducale. «Ci sono meno turisti, ma per la prima volta sentiamo parlare in veneziano e realizziamo che qui ci sono persone che ci abitano», raccontano Davide Boccardo e Cristina Rausse di Torino, «Abbiamo acquistato gli stivali per 15 euro, poi degli amici ci hanno mandato le foto del Mose che si sollevava. Siamo contenti di essere qui, è una giornata importante per Venezia».

Gli studenti Beatrice Benaglia e Luca Malinverni di Pavia, per la prima volta in città, sono tra i pochissimi senza stivali: «Ci è andata bene, abbiamo scoperto quando siamo usciti che per la prima volta si testava il Mose. Avremmo voluto vederla con la marea, ma è un evento storico per la città».



In realtà il Mose entrerà in funzione per adesso dai 130 centimetri in su, quindi si potrà comunque vedere. Tuttavia non a tutti la Piazza che si trasforma in un lago piace, soprattutto a chi ci lavora. «Siamo contenti che abbia funzionato, ma vorremmo stare all’asciutto sempre», dice Massimo Milanese, direttore del Caffè Lavena, davanti al locale con le paratoie alzate, «Avevamo tirato su tutto, sedie e tavolini, per prudenza, ma adesso che abbiamo visto che funziona speriamo che si procede con le opere di compensazione per impermeabilizzare la Piazza, come se ne parla da tempo. Noi siamo a 90 centimetri di livello, quindi se si verificano maree sostenute comunque fino a 130 centimetri siamo scoperti».

Quando i due Mori battono le dodici e anche i rintocchi del paron de casa suonano mezzogiorno, è inevitabile guardare la Piazza e immaginarsi come sarebbe stata se le paratoie non si fossero sollevate: «Per la prima volta, nonostante ci sia una marea sostenuta, possiamo camminare asciutti in Piazza», commenta Claudio Vernier, presidente dell’associazione dei commercianti di San Marco, «Questo significa tantissimo per i veneziani e per le attività che in questo anno così difficile, hanno bisogno di certezze per ricominciare». —


 

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