Squadre dilettanti in difficoltà nell’applicare il protocollo

Episodi di contagio si sono già verificati alla Julia Sagittaria con nove giocatori messi in isolamento fiduciario. Colpito anche il Venezia calcio

Quella di domani tra il Caorle e il Treviso è la prima partita rinviata per la positività di un giocatore riscontrata in una squadra della nostra provincia. Ma, pur essendo la stagione iniziata da appena due settimane, sono già molte in tutto il Veneto le gare rinviate per positività al Covid. Domani sono al momento sette le partite annullate per Covid. Tra queste, Valdosport – Cornuda Crocetta. Quest’ultima annullata in via precauzionale poiché due giocatori ospiti sono entrati in contatto con due soggetti positivi. E dal Caorle fanno notare il diverso trattamento ricevuto domenica scorsa a Fossalta di Piave rispetto alle altre società che questa settimana hanno già ottenuto la sospensione in via precauzionale. La settimana scorsa non era sceso in campo il Ponte Crepaldo Eraclea, fermato dalla positività di un giocatore del Conegliano. Ma casi di positività si sono avuti anche tra i Dilettanti della nostra provincia. Nel precampionato era toccato a un’altra squadra del Portogruarese, la Julia Sagittaria, con nove giocatori posti in isolamento fiduciario, a causa di una festa di compleanno, dov'era presente anche un altro compagno risultato successivamente positivo asintomatico a un tampone, al quale era stato sottoposto in modo casuale dall’azienda dove lavora. Senza dimenticare i casi di positività che hanno riguardato sia la prima squadra che l’Under 17 del Venezia. Ma in questo caso parliamo di una società professionistica, con mezzi economici e struttura organizzativa di tutt’altra caratura rispetto ai Dilettanti. Le società dilettantistiche, infatti, sono in grossa difficoltà con l’applicazione del Protocollo. A iniziare dalla questione dell’isolamento fiduciario, che pone grossi problemi ai giocatori che non sono calciatori professionisti, ma hanno tutti un altro lavoro. Senza contare la questione dell’apertura degli stadi. Per garantire le porte aperte, a capienza ridotte, le società si sono dovute attrezzare con sistemi di prenotazione on line dei biglietti, raccolta dei nominativi, individuazione dei posti a sedere consentiti oppure vietati. Situazioni non facili da gestire per società fatte da volontari e che rischiano di pesare come macigni sui bilanci economici risicati. —



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