Brugnaro, ecco tutti i nodi da sciogliere: dall’Arsenale all’ex Ospedale al mare

La nuova Amministrazione dovrà decidere cosa fare anche a San Giobbe, area ex Gasometri, Giudecca e Sant’Elena

VENEZIA. Tanti progetti in mezzo al guado. Esaurita la “battaglia” elettorale, superata con successo, per l’amministrazione Brugnaro ora si presenta la necessità di affrontare – e possibilmente risolvere – questioni rimaste aperte con la precedente giunta. Ecco un rapido quadro di quelli più urgenti, al di là di questioni-cardine come la gestione dei flussi turistici o quella del passaggio delle grandi navi da San Marco che restano ancora in attesa di provvedimenti operativi.

Ex Ospedale al Mare


Il Comune ha approvato la variante urbanistica che rende possibile l’intervento di riqualificazione alberghiera promosso da Cassa depositi e prestiti con Club Mediterranée e Th Resorts. Mancano ancora numerosi tasselli, dalla presentazione del progetto definitivo, all’acquisizione di Cassa depositi del monoblocco dal Demanio, per abbatterlo e ricostruire il nuovo distretto sanitario. Via libera solo all’abbattimento di cinque padiglioni, ma serve una spinta forte perché il progetto annunciato decolli.

Arsenale

Non esiste al momento alcun piano di riqualificazione complessiva e di riuso del complesso dell’Arsenale. L’unica iniziativa di un certo peso programmata dall’Amministrazione nell’area resta una fiera stagionale di pochi giorni come il Salone nautico del lusso (“saltato” per l’emergenza Covid). Per il resto ci si affida alle iniziative di Vela per conto del Comune: affitta e gestisce gli spazi, che restano in larga parte dell’anno vuoti e abbandonati. Resta sullo sfondo il possibile utilizzo per la manutenzione delle paratoie del Mose e quello che ne fa la Biennale negli spazi di sua competenza, ma Ca’ Farsetti non ha al momento idee precise di rilancio dello spazio, nonostante ne sia il proprietario.

Giudecca

Si pone anche un problema di riqualificazione della Giudecca, isola per la quale l’Amministrazione finora ha fatto poco. L’area ex Scalera con gli alloggi da finire è ancora abbandonata e il Comune non sembra volersene interessare. C’è ora il problema del prossimo riutilizzo della casa dello studente nell’ex Junghans, che l’Esu ha annunciato di voler abbandonare per i gravi problemi strutturali dell’edificio.

Area ex Gasometri

La società austriaca Mtk, di Ivan Holler, proprietaria dell’area a San Francesco della Vigna, ha chiesto il cambio d’uso da residenziale a turistico e vuole realizzare qui un albergo o residenze di lusso. Le scuole e gli abitanti della zona chiedono invece un progetto condiviso, anche con la realizzazione dei promessi impianti sportivi. Il Comune, di fatto, non ha mai assunto una posizione chiara. Né si è mai aperta a un confronto pubblico sul destino di questa parte della città. È arrivato, quindi, il momento che si pronunci.

San Giobbe

Vedi area ex Gasometri. Anche qui c’è un progetto di natura alberghiera che riguarda l’area dell’ex Orto botanico presentato dal gruppo Marseglia – proprietario dell’Hilton Stucky – che qui nell’area di sua proprietà vorrebbe realizzare un altro albergo 5 stelle con il marchio Canopy-Hilton, recuperando anche l’area verde a uso pubblico. Anche in questo caso il Comune non ha sposato il progetto, richiamando la precedente destinazione residenziale, ma non ha neanche aperto un tavolo di confronto per arrivare a una soluzione condivisa, che eviti semplicemente che quest’area nevralgica alle porte della città resti nell’attuale stato di abbandono.

Sant’Elena

Quasi a fine mandato, come uno degli ultimi atti, il Comune ha approvato la variante che consenta la realizzazione di un complesso immobiliare di alloggi di lusso che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex cantiere Actv Sant’Elena, prima di proprietà del Demanio e recentemente ceduta in parte a Invimit Sgr, la società controllata dal ministero dell’Economia, che si occupa di progetti di valorizzazione con la creazioni di fondi immobiliari chiusi.

La delibera prevede la trasformazione del cantiere Actv e della grande darsena in un centro residenziale, in collaborazione con il Demanio e Invimit, la società del ministero dell’Economia proprietaria di una parte dell’area. Una superficie importante: 79 mila metri quadrati, di cui 70 mila di spazio acqueo e darsena. La destinazione degli immobili dovrà essere a residenza, con esclusione della locazione turistica, ma c’è da capire come verrà tutelata quella “reale”. —

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