Noale, fa scoppiare un petardo in casa e deruba un’anziana dell’oro

È successo in via Colombara a Moniego di Noale e a colpire è stato un finto addetto di Veritas

NOALE. Le vittime preferite restano sempre i più deboli, gli anziani soprattutto. Cambia il modo di operare perché bisogna ingegnarsi in qualcosa di nuovo per farle cadere in trappola. Stavolta il malvivente ha usato due piccoli petardi per mandare in confusione una signora con la scusa di leggere il contatore dell’acqua. Il risultato? Si portato via monili in oro e 1300 euro in contanti.

È successo ieri in via Colombara a Moniego di Noale e a colpire è stato un finto addetto di Veritas. Dell’episodio sono stati avvertiti i carabinieri della locale caserma.


Con la vecchia scusa di poter entrare in casa a fare dei rilievi, lo scoppio dei botti, l’ignoto ha fatto intendere che ci fosse una perdita di gas e ha chiesto all’anziana di mettere i preziosi in frigorifero. La malcapitata si è fatta convincere e nel trambusto l’uomo si è impadronito di ori e soldi. Poi è fuggito a bordo di un’auto di colore nero. A quel punto, la donna ha chiesto aiuto e avvisato le forze dell’ordine che stanno indagando sul caso.

Veritas si è affretata a mettere in guardia gli utenti a non aprire la porta. «L’azienda informa che nessun proprio tecnico» si legge in una nota «è autorizzato a eseguire controlli nelle case, se non su precisa richiesta dell’utente. Veritas invita quindi i cittadini a non far entrare in casa persone che si qualifichino come tecnici di Veritas. Inoltre, non sono in corso né sono previsti controlli sulla qualità dell’acqua all’interno delle case e sullo stato delle tubazioni interne, quindi post-contatore».

Ma in questo periodo post vacanziero, casi simili sono stati segnalati pure in altri territori del Miranese; mercoledì a Scorzè, ad esempio, il Comune si è affrettato a smentire di aver incaricato delle persone per raccogliere 30 euro per fare servizio di vigilanza notturna.

C’è chi aveva segnalato la presenza di una pattuglia di ranger in via Tito Speri e, dopo aver suonato il campanello, spiegavano di aver fatto un accordo per garantire la sorveglianza soprattutto ora che le giornate si stanno accorciando. Niente di più falso, ovviamente. —



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