La fidanzata. "Filippo doveva restare a dormire da me". Poi lo schianto

La tragedia di Portogruaro. La ragazza affranta ricostruisce gli ultimi minuti passati con il 26enne prima dell'incidente mortale domenica notte a Lugugnana

PORTOGRUARO

Samantha è a pezzi, in molti la stanno rincuorando. «Avrei dovuto ospitarlo a dormire a casa mia domenica notte». La fidanzata di Filippo Signorin non si dà pace: alle tre di notte il 26enne è salito sulla sua Polo per tornare a casa a Concordia ma si è schiantato a Lugugnana contro un platano, forse tradito da un colpo di sonno.



C’è ancora molto sgomento in tutto il portogruarese per la tragica fine dell’ex calciatore del Portogruaro, che aveva abbracciato una brillante carriera universitaria con l’ultimo master in marketing che stava frequentando.

Ieri la Procura di Pordenone ha rilasciato il nulla osta: verrà presa visione della documentazione stamani e quindi sarà decisa la data dei funerali.

Quello tra Filippo e Samantha prometteva di essere un amore grande. Filippo e Samantha stavano vivendo la loro storia con grande discrezione, senza tante foto sui social.

«Era un amore maturo», ha spiegato un amico che ha trascorso il sabato sera assieme alla coppia prima del drammatico incidente, «sono sicuro che insieme avrebbero percorso molta strada».

La ricostruzione delle ultime ore di Signorin è stata arricchita da ulteriori particolari. Assieme a Samantha ha partecipato alla festa di compleanno di un amico comune, a Fossalta di Portogruaro, la sera di domenica. La comitiva poi, dopo aver cenato e aver concluso i festeggiamenti, ha deciso di spostarsi al Siesta, noto locale di via San Pietro a Concordia Sagittaria.

Filippo avrebbe consumato un toast. Poi con Samantha ha salutato la compagnia. Il 26enne ha accompagnato la fidanzata in automobile fino a San Michele. Si sono parlati, come fanno tutti i morosi, si sono scambiati un bacio e si sono dati appuntamento per scambiarsi messaggi al risveglio.

Gli amici che hanno partecipato alla festa di compleanno sono stati avvertiti alle 7 della disgrazia. Alcuni di loro hanno raggiunto il luogo dell’incidente, a Viola; altri sono andati direttamente all’obitorio in via Friuli, dove hanno incrociato i genitori di Filippo, a cui hanno risparmiato la visione della salma in quanto doveva ancora essere rivestito. La chiesa di Sindacale probabilmente ospiterà le esequie, ma è piccola e non sarà facile rispettare i distanziamenti.

Tra gli amici si affaccia l’ipotesi di ospitare i funerali sul campo di calcio, poco distante, dove Pippo ha dato i primi calci. «Lui, forse, vorrebbe così», sussurrano. Deciderà la famiglia. —

Rosario Padovano

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