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Torna il bomba day a Mestre: piano di evacuazione per 30 mila persone

Ordigno da 250 chili che contiene quasi 130 chili di tritolo. Oggi artificieri di nuovo in sopralluogo in via Torino

MESTRE. Un bomba day per l’ordigno di via Torino che rischia di coinvolgere all’incirca trentamila persone. È quanto temono al comando di Polizia locale se gli artificieri dell’Ottavo Reggimento Genio Guastatori di Legnago dovessero applicare, per il disinnesco, le stesse misure di sicurezza impiegate a febbraio per la bomba trovata a Porto Marghera.

Il piano


Gli specialisti dell’esercito stanno lavorando al piano e domani saranno nuovamente a Mestre in via Torino e in altre zone per un nuovo sopralluogo. Prima di essere portato in Prefettura e presentato al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dovrà essere valutato anche a livello “centrale” da uffici superiori a quelli degli artificieri veronesi. La bomba da disinnescare è sempre un ordigno da 500 libre (250 chili) che contiene quasi 130 chili di tritolo ed è stata lanciata da un bombardiere americano durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ha ancora la spoletta armata. Ed è proprio lo spolettamento, cioè togliere il meccanismo che potrebbe far esplodere il tritolo, l’operazione più rischiosa e complicata che devono svolgere gli artificieri. Considerato il tempo trascorso da quando è stata lanciata, settantanni, in questa bomba come in altre il rischio maggiore è rappresentato dall’instabilità del tritolo contenuto. Lo spolettamento quindi viene solitamente fatto con l’impiego di un piccolo robot guidato attraverso un tablet dagli artificieri che si trovano ad alcune centinaia di metri e riparati all’interno di un veicolo blindato Lince. Queste bombe hanno sempre due spolette.

Enti coinvolti

Una volta definito il piano in Prefettura vengono organizzate le riunioni che porteranno alla definizione del piano di per gestire l’evacuazione e la messa in sicurezza dell’area interessata. A febbraio l’area aveva un raggio di 1846 metri a partire dal punto dove era stata rinvenuta la bomba. In quell’occasione vennero evacuate 3500 persone. Per approntare il piano vennero impiegate quattrocento persone tra protezione civile, uomini dell’esercito, delle forze dell’ordine, della polizia locale e degli enti di soccorso.

A grandi linee anche in questa occasione saranno coinvolti questi enti interessati dall’operazione, coordinati dal prefetto Vittorio Zappalorto: Questura, Comune di Venezia, Polizia locale e Protezione Civile, Polizia Stradale, Polizia di Frontiera, Polizia Ferroviaria, Guardia di Finanza, Carabinieri, 8° Reggimento Guastatori Paracadutisti, Raggruppamento Subacquei e incursori, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco, Suem, Marina Militare, Provveditorato Opere Pubbliche del Triveneto, Trenitalia, RFI, Grandi Stazioni Autorità di Sistema Portuale, Regione del Veneto, Ente Zona Industriale, Enac, Enav, Anas, Veneto Strade, Confindustria, Save, Agenzia delle Dogane, Associazione Veneziana Albergatori, Confcommercio.

Come a febbraio saranno interrotti i servizi di fornitura di luce, acqua e gas, il trasporto pubblico (bus e tram) e il transito di veicoli all’interno dell’area interdetta, il trasporto ferroviario da e per Venezia e forse lo spazio aereo di avvicinamento all’aeroporto Marco Polo. E il trasporto acqueo in una parte della centro storico, se la bomba verrà fatta brillare in mare. —

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