Laboratorio abusivo in garage a Concordia Sagittaria: sigilli a 11 mila orologi e gioielli

Sequestrati preziosi contraffatti, contestati ricavi non dichiarati per 300 mila euro Ditta cessata nel 2016 aveva continuato a operare illegalmente con l’e-commerce

CONCORDIA. Un garage trasformato in un laboratorio per la lavorazione artigianale di gioielli e orologi con marchi contraffatti. È quanto scoperto dalla Guardia di finanza in un’abitazione di Concordia Sagittaria. Le indagini hanno portato al sequestro di 11.501 oggetti preziosi, tra cui gioielli e orologi, e la scoperta di ricavi non dichiarati al Fisco per oltre 300 mila euro.

L’operazione “Fake Jewerly” è stata condotta dai militari della Finanza di Portogruaro, in collaborazione con il Nucleo speciale beni e servizi – sezione Siac di Roma. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pordenone, c’è una ditta di Concordia.


Secondo gli inquirenti, nonostante fosse legalmente cessata dal 2016, la ditta avrebbe continuato a operare, trasformandosi in un’attività di e-commerce esercitata dalla titolare direttamente dalla propria abitazione, insieme a una collaboratrice. La società avrebbe operato tramite un proprio sito internet, pubblicizzato tramite i più importanti social network. La perquisizione dell’immobile di proprietà della rappresentante legale della ditta ha permesso alle fiamme gialle di scoprire un vero e proprio laboratorio per la lavorazione artigianale dei gioielli sui quali veniva apposto un marchio contraffatto a mezzo etichetta, ciondolo e simili. All’interno della stessa abitazione è stata trovata pure una stanza trasformata in studio televisivo, dotata di attrezzature e telecamere professionali per la registrazione di televendite, i cui filmati poi finivano in rete. Svariato il materiale rinvenuto dai militari, poi sottoposto a sequestro.

Numerose etichette e articoli con il marchio Chanel contraffatto. Ma anche accessori di abbigliamento, borse, orologi con custodia e garanzia, custodie vuote per gioielli e orologi, bracciali, anelli e collane. Tutti con il marchio contraffatto di note griffe quali Chanel, Louis Vuitton, Rolex, Cartier, Bulgari, Patek Philippe, Versace, Dolce & Gabbana, Dior ed Hermes.

I finanzieri hanno esteso le verifiche anche a tutta la documentazione amministrativa e contabile della ditta, riscontrando la mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi per gli anni d’imposta dal 2014 al 2019. Per le due donne è scattata la segnalazione all’Autorità giudiziaria di Pordenone, con le accuse di reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, nonché ricettazione.

Inoltre, per la titolare dell’impresa è stata promossa anche una segnalazione all’Agenzia delle Entrate di Venezia, per il recupero a tassazione delle somme occultate al Fisco. Si parla di ricavi non dichiarati, e quindi sottratti all’imposizione fiscale, per oltre 300 mila euro. —


 

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