«Mentre Brugnaro attacca il governo la Lega vuole le navi a Trieste»

Il candidato del centrosinistra Baretta: «Il sindaco parla di traditori ma dovrebbe piuttosto guardarsi intorno»



«Mentre il sindaco e Salvini attaccano l’Agenzia per Venezia, che finalmente vedrà una regia unica per la salvaguardia della laguna, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, esponente di quella stessa Lega principale alleata di Brugnaro sta trattando con le società croceristiche per spostarle, definitivamente, da Venezia a Trieste. Il sindaco su questo tace, ma è un problema che la città dovrebbe porsi». La mette giù così, toccando due dei principali temi di dibattito della città, il candidato sindaco Pier Paolo Baretta. Un tema che, in passato, è stato anche la cartina di tornasole delle diverse anime della coalizione di centrosinistra che lo sostiene. Baretta, sottosegretario al ministero dell’Economia, è convinto che una sintesi tra difesa del lavoro e tutela dell’ambiente sia possibile. Su questi temi e sul futuro della città Baretta, ieri, ha deciso di sfidare pubblicamente Brugnaro – «scelga lui la data e il luogo, noi ci occuperemo dell’organizzazione, è un grave danno evitare il confronto di idee» – che ha deciso di non presentarsi al confronto promosso dal Tg3 Rai Veneto.


Baretta, qual è la sua posizione sulla grandi navi?

«Via dal Bacino di San Marco con tre possibilità per un approdo temporaneo: San Leonardo, Fusina e Marghera. Soluzione da individuare e rendere operativa già per la prossima stagione delle crociere. Si può fare».

Questa è la soluzione temporanea. E quella definitiva?

«Deve essere una soluzione in grado di coniugare gli interessi economici e dei lavoratori e la tutela dell’assetto idro-geologico della laguna. Una discussione che va fatta subito, in modo trasparente e coinvolgendo tutti. Non è possibile escludere alcuna ipotesi».

Pensa anche a un’ipotesi fuori della laguna, come il progetto di piattaforma off-Shore presentato da Duferco, l’unico per ora ad aver ottenuto, se pur con prescrizioni, parere positivo dalla Commissione di valutazione d’impatto ambiente (Via)?

«Di ipotesi ce ne sono varie, è necessario confrontarle con urgenza, superando le polemiche. Salvini arriva qui, incontra il sindaco e insieme attaccano l’Agenzia per Venezia mentre Fedriga, governatore della Lega, in Friuli Venezia Giulia sta facendo di tutto per tenersi le navi in via definitiva. Parliamo della stessa Lega alleata di Brugnaro. E questo è un bel problema».

La scelta di andare a Trieste, per questa stagione, è stata delle compagnie. Fedriga sta facendo gli interessi della sua regione.

«A Trieste ovviamente hanno una loro opinione, ma la Lega è la stessa, a Venezia e a Trieste. Quando il sindaco parla dei traditori di Venezia dovrebbe guardarsi intorno. Invece di litigare con tutti il sindaco dovrebbe cercare di fare sintesi politica. Il ministro De Micheli è arrivato in città, ha fatto una proposta, a ottobre ci sarà il Comitatone».

Lei dice che la soluzione transitoria deve essere operativa per la prossima stagione. Se ne parla da 8 anni, perché i veneziani dovrebbero credere che questa è la volta buona?

«Perché il dibattito c’è stato, è stato serio. Poi l’emergenza Covid-19 ha stravolto l’agenda. Anche Gli operatori portuali si sono raccomandati per una soluzione credibile nel prossimo Comitatone, e arriverà».

Tornando alla legge d’istituzione dell’Agenzia per Venezia. L’amministrazione comunale sostiene che, per come è composta, mette in un angolo le istituzioni locali.

«Non è così. Si rileggano la Legge speciale, ottenuta dopo l’acqua alta del 1966 da una classe politica locale lungimirante e sopratutto unita. La presenza del governo, oggi come allora, è un vantaggio, soprattutto sul fronte della garanzie delle risorse che saranno necessarie. E Comune, Città metropolitana e Regione sono parti integranti. Si critica il fatto che non si sa chi sceglierà il direttore, ma si tace sul fatto che nella sostanza ripristina l’ex Magistrato alle acque, scioglie il Consorzio Venezia Nuova (Cvn) e istituisce una gestione unica per la salvaguardia della Venezia».

C’è chi sostiene che l’Agenzia per Venezia dovrebbe essere incardinata non nel ministero delle Infrastrutture, ma in quello dell’Ambiente. Che ne pensa?

«Credo che il punto non sia dove l’Agenzia è incardinata, un aspetto che si può anche discutere, ma il fatto che sia un organo collegiale, che si muoverà di concerto, con la presidenza del Consiglio. Io, ad esempio, credo che sia importante che entri anche il ministero della Ricerca. Questi sono tutti aspetti sui quali ci si può confrontare, cercando però di avere la stessa lungimiranza che la classe politica veneziana ha avuto dopo il 1966». —



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