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Portogruaro, 4 avversari per la Senatore

La sindaca uscente appoggiata da Forza Italia, Fratelli d’Italia e due civiche. Favero e Santandrea i nomi più temibili

Rosario Padovano
3 minuti di lettura





Cinque candidati, 18 liste, un esercito di candidati consiglieri. Una pattuglia di contendenti dimagrita rispetto a cinque anni fa. Sparisce dalla mappa il Movimento 5 Stelle: nel primo turno del 2015 ottennero il 7%. Manca anche la lista di Paolo Scarpa, che da candidato aveva raccolto l'11%. Sparito Giorgio Barro, terzo nel 2015 col 12%. Nel 2015 le liste furono 24, i candidati sindaci 10. La sindaca uscente Maria Teresa Senatore dalla sua parte ha due partiti, come Forza Italia e Fratelli d'Italia, che pure non sembravano amarla fino a poche settimane fa. Invece è stato raggiunto un accordo importante. Aveva sorpreso tutti annunciando la sua candidatura in inverno, ma senza l'appoggio di nessuno. In modo risoluto non solo è andata avanti come un carrarmato, ma ha convinto alcuni alleati a proseguire la strada insieme. Si pensi alla civica Liberi Insieme o agli ex componenti di maggioranza del gruppo scioltosi “Noi siamo Portogruaro”, che trovano spazio nella nuova lista per Senatore Sindaco, dove il capolista è il suo scopritore, Luigi Geronazzo.

Senatore presenterà il programma di secondo mandato ma soprattutto illustrerà l'elenco di quello che ha realizzato per il suo Comune in questi primi 5 anni, spesso scontrandosi con gli alleati nelle commissioni e anche in giunta. Alcuni dei temi urgenti, come il mantenimento del polo universitario, la riapertura del punto nascita e il salvataggio della Santa Cecilia l'hanno vista trionfare. Senatore però dovrà difendersi dagli avversari che snoccioleranno alcuni argomenti scomodi: su tutti i ritardi dei lavori della piscina, gli incroci pericolosi non ancora messi in sicurezza, il palasport nuovo i cui lavori non sembrano procedere in modo veloce, la gestione della Torre campanaria che non si capisce se sia della parrocchia o del Comune, il ruolo di Portogruaro nel mandamento, la carenza di alcuni servizi ospedalieri.

Florio Favero è l'uomo “nuovo” della Lega, nel senso che per la prima volta si candida a sindaco, dopo essere stato tra i militanti che più hanno lavorato in questi anni. Il giusto premio a chi non ha mai tradito gli ideali leghisti e soprattutto non è mai sceso dal Carroccio quando le scoppole alle amministrative erano micidiali. Con lui la Lega punta a superare la soglia storica del 15%. Ad appoggiarlo ci sono altre 5 liste civiche. In questi primi giorni di campagna elettorale Favero sta puntando forte sull'ascolto dei cittadini, in netta antitesi alla Senatore, accusata di chiudersi a riccio e di non aver assecondato le richieste leghiste: su tutte nel 2018 la sostituzione in giunta di Ketty Fogliani con Alessandra Zanutto, rimasta capogruppo in consiglio della Lega ma che nelle intenzioni della base leghista avrebbe dovuto prendere il posto della deputata partita per Roma. Favero però vuole metterci anche del suo grazie alla sua esperienza di lavoro come architetto. I progetti di mobilità sostenibile trovano posto assieme al rilancio della cultura, al potenziamento di servizi ospedalieri essenziali e alla giusta collocazione di Portogruaro nello scacchiere metropolitano.

Il centrosinistra ha scelto Stefano Santandrea e sta promuovendo una campagna elettorale intelligente, con una comunicazione efficace che punta dritto al cuore oltre che alla testa delle persone, sia sui social che all'aperto, abbinando a ciascuna lista un colore diverso; tranne il bianco esclusivo del candidato sindaco. Il medico in pensione vuole agire in netta discontinuità con Senatore ma anche con la campagna elettorale precedente. Anzitutto Santandrea ha ricompattato il Centrosinistra, che nel 2015 si era spaccato al punto che i renziani alla fine avevano sostenuto niente meno che Senatore, occupando posizioni di potere con la destra. Oggi non c'è più quella spaccatura e ha incassato pure l'appoggio di Italia Viva. Al di là della strategia interna Santandrea punta forte sull'ascolto dei cittadini, sul rilancio della cultura e sulla mobilità sostenibile. Nella cerimonia di inizio di campagna elettorale il tema centrale però riguardava la tutela delle fasce deboli, un tema che spesso è trascurato ma di cui non si può fare a meno di parlare per l'emergenza sanitaria attuale.

Un ruolo primario lo giocano anche gli outsider, Graziano Padovese, sostenuto da due civiche, e Ennio Vit, il presidente del Comitato di San Nicolò che ora rappresenta i Comitati Civici. Entrambi vogliono caricarsi sulle spalle le richieste delle frazioni e del centro storico, puntando sulla salute e sulla viabilità, attraverso anche la tutela delle bellezze di Portogruaro.

Assente, invece, il M5S. «La mia decisione è dovuta non solo alla mancanza di sintonia e fiducia con gli attivisti locali, ma soprattutto a divergenze di opinioni insorte negli ultimi mesi» spiega Claudio Fagotto «Tuttavia, il mio impegno civico continuerà anche dopo il termine del mio mandato, portando avanti le attività iniziate nel 1997 nell’ambito della salute e dell’ambiente». —



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