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Sottomarina, ecco i guardiani anti contagio: volantini e consigli fra la curiosità dei bagnanti

I sei giovani sono stati reclutati dall’amministrazione comunale per far rispettare le regole: il servizio dura fino a settembre, costo 30 mila euro

CHIOGGIA. Cappellino bianco, zainetto e maglia blu con i loghi di Comune, Gebis e Ascot. Questa la divisa dei guardiani anti Covid, “reclutati” per pattugliare le spiagge libere e la battigia e informare i turisti sulle buone regole da adottare per vivere la spiaggia in sicurezza. Le regole sul distanziamento sociale e le norme di precauzione contro la diffusione del virus, ma anche la nuova ordinanza anti fumo firmata dal sindaco Alessandro Ferro per connotare il litorale ulteriormente delle tonalità green.

Si definiscono steward e da due settimane stanno vigilando sull’intero litorale, dalla diga nord di Sottomarina alla punta estrema di Isola Verde. Sono sei, cinque ragazzi e una ragazza, tutti giovanissimi, girano a coppie partendo dalle tre spiagge libere: diga San Felice, diga del Brenta e Isola Verde e poi spostandosi a piedi lungo la battigia. Avvicinano i bagnanti con un volantino che ricorda tutte le regole da rispettare in spiaggia, fanno accoglienza, rispondono a qualsiasi richiesta di informazione, ma soprattutto vigilano.


Gli ombrelloni in spiaggia libera devono distare almeno 12 metri; vanno evitati assembramenti di qualsiasi tipo; per andare ai chioschi, ai servizi igienici o in qualsiasi luogo che non permetta le distanze va indossata la mascherina; le mani vanno igienizzate con frequenza.

Il tutto tradotto anche in inglese e tedesco. «Sta andando bene», spiega Andrea Berto, «quasi tutti accettano i volantini senza problemi, anzi ci ringraziano per il servizio che stiamo facendo. Non abbiamo mai ricevuto insulti, qualche battutina magari dalle compagnie di ragazzi spavaldi, ma niente di che. La gente apprezza molto che ci sia qualcuno che ricorda le regole e che cammina su e giù per la battigia a controllare che tutto proceda bene».

In spiaggia libera i turisti sono quasi tutti della provincia di Padova, con qualche incursione di Vicenza e Verona. In prevalenza famiglie, ma anche qualche coppia in cerca di tranquillità e qualche compagnia di giovani. «Gran pochi stranieri finora», spiega Giovanni Nonnato, «tra i requisiti che ci hanno chiesto quando siamo stati al colloquio vi era la conoscenza delle lingue, ma al momento non abbiamo dovuto sfruttarla più di tanto. Qualche tedesco e austriaco in più lo abbiamo incrociato a Isola Verde. Anche gli stranieri apprezzano molto il servizio e tutti ci ringraziano».

Il servizio è stato introdotto a metà luglio e continuerà fino a metà settembre, grazie a una convenzione tra amministrazione comunale, che ha messo sul tavolo 30. 000 euro, e le associazioni balneari, riunite nel consorzio Alto Adriatico. L’obiettivo è garantire il massimo della sicurezza lungo tutto l’arenile, in un anno particolarmente difficile. «Mascherine in spiaggia ne vediamo gran poche», spiegano Andrea e Giovanni, «anzi ne vediamo tante, ma utilizzate come braccialetti… Ai chioschi invece sono tutti molti ligi, sia il personale che gli avventori. Le situazioni più critiche le abbiamo riscontrare sulla zona nord della battigia dove come ogni anno vi sono molti venditori ambulanti abusivi che non rispettano alcuna regola e con cui non abbiamo possibilità di dialogo. Quello è un problema che si trascina da tempo e che purtroppo non possiamo risolvere noi. Tra le regole però noi ricordiamo l’importanza di evitare qualsiasi tipo di assembramento. Noi non abbiamo competenze di polizia chiaramente, ma come ogni buon cittadino se vediamo comportamenti illeciti o potenzialmente pericolosi avvisiamo chi di dovere».

Le domande più frequenti non sono state sul Covid, ma sul divieto di fumo. Molti turisti non conoscono la novità introdotta dal sindaco per questa stagione e quando ricevono il volantino, magari con la sigaretta accesa, chiedono spiegazioni. Gli steward, con gentilezza, invitano a spegnere la cicca e a raggiungere le isole per fumatori ricavate in ogni stabilimento balneare per non rischiare di rientrare dal mare con la tintarella ma anche con una sanzione. 

 

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