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La tratta delle baby prostitute in schiavitù a Mestre. Spunta il catalogo via Whatsapp e Skype

I risvolti dell’inchiesta della Squadra mobile sui reclutatori nigeriani che ha portato a due arresti e 15 indagati 

Lo sfruttamento

Il catalogo con le immagini delle ragazzine correva veloce da una parte all’altra dei continenti grazie a Whatsapp e a Skype. I reclutatori in Nigeria mostravano le foto delle ragazze trovate a chi, tra i complici, poi le doveva sfruttare sulle nostre strade del sesso e in altri Paesi europei.


Le foto servivano a mostrare agli altri componenti dell’organizzazione quanto era stato trovato in base alla richiesta inviata da Mestre, Padova o Verona.

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