A Jesolo i genitori ingaggiano investigatori privati per controllare i figli nei locali

Lo 007 Mario Borgia racconta la sua esperienza sulle spiagge venete per controllare nel weekend i giovani nei locali 

VENEZIA. Cosa non farebbero i genitori per i proprio figli. Anche mettergli alle costole un investigatore privato per tenerli lontani dai pericoli e conoscere quasi in tempo reale le loro mosse. E le ultime ricerche sono concentrate proprio tra Jesolo e la costa veneta.

Ragazzi siete avvertiti: un occhio indiscreto potrebbe riprendervi a una festa a base di coca e alcol, mentre rubate in un negozio o vi appartate in spiaggia con l’amico o l’amica.

Mario Borgia è un investigatore privato con un passato di ispettore nella polizia di Stato. Tutore dell’ordine, oggi, una volta appesa la divisa in armadio, veste casual e nonostate l’età non più giovanissima è ancora un ragazzone dall’accento pugliese ormai venetizzato. Si dice che abbia lontane parentele con i Borgia della celebre Lucrezia e di Cesare, famosi per gli intrighi a palazzo e i legami con i Papi. Titolare dell’agenzia Discovery di Treviso, si è occupato un po’ di tutto in questa sua carriera da “detective”.

Eredità milionarie contese di noti imprenditori trevigiani, vedi il caso De Vidi di San Biagio di Callalta. Ma anche storie di tradimenti e corna tra le famiglie dell’alta borghesia veneta. Un argomento sul quale ovviamente non si sbottona. A vederlo non sembra un fusto come Magnum PI, ricorda più un incrocio tra Maigret e Marlowe. E quando afferra un caso non lo molla facilmente. Se negli anni scorsi era disceso dal Sile alle foci del Piave sul litorale jesolano e veneziano in cerca di tradimenti sotto l’ombrellone o al largo a bordo degli yacht di lusso, quest’anno sono i giovani rampolli la sua specialità. Non c’è tanto da scherzare, se pensiamo che solo pochi giorni fa una ragazzina di 15 anni del Padovano ha raccontato di essere stata violentata da un conoscente poco più grande in un appartamento estivo.

«Il nostro lavoro sta cambiando», spiega Borgia, «e dagli adulti si è molto spostato ai giovani. Prima c’erano corna e tradimenti, che in realtà erano la motivazione di base per sciogliere legami e far scattare alimenti milionari. Poi ci sono stati molti soggetti del mondo dello spettacolo, starlette e attori, Dj che cercavano di uscire da certi giri pericolosi o dalle dipendenze. «Noi abbiamo anche vari collaboratori e assistenti, esperti psicologi e criminologi», precisa, «che ci assistono nelle indagini soprattutto per comprendere i problemi che stiamo affrontando anche sotto altri profili e angolature, non solo investigative. Poi ci sono ex poliziotti e finanzieri. Insomma, una squadra che è pronta ad allargarsi a macchia d’olio e dove serve ha tutte le specialità da disporre in campo».

Gli occhi sono puntati sulla costa veneziana. A Jesolo, ma anche Bibione, Caorle e Porto Santa Margherita. Località in cui si muovono i giovani, partecipano a feste e incontri spesso molto pericolosi. «E qui entriamo in gioco noi», continua Mario Borgia, «con le nostre ricerche che i genitori più apprensivi chiedono. A volte sono ragazzini che sono spariti di casa da giorni e non si trovano. Quasi sempre c’è di mezzo un’amichetta o amichetto che ha convinto alla fuga. Molte volte le famiglie che se lo possono permettere chiedono un investigatore per sapere che compagnia frequentano i loro ragazzi. E le ricerche ci hanno portato spesso a Jesolo che è la spiaggia più mondana, quella delle discoteche e delle feste fino all’alba. Ci sono papà che vogliono la figlia scortata a distanza per paura che qualcuno ne approfitti magari al chiaro di luna. E noi seguiamo ogni sua mossa per farne poi una relazione se proprio non dobbiamo intervenire per bloccare qualche azione andata un po’ oltre. Può sembrare banale o eccessivo, ma a pensarci bene non lo è perché bastano pochi fine settimana per farsi un’idea del giro che frequenta un ragazzo. Qualcuno vuole sapere se il figlio si droga, se frequenta spacciatori. Altri ancora vogliono notizie su come si comportano il fidanzato o la fidanzata. Insomma un viaggio nel mondo giovanile che magari i ragazzi non si aspettano. Ma il mio consiglio», conclude l’investigatore privato, «anche nel vedere cosa sta succedendo ai nostri ragazzi oggi, è di stare attenti: uno perché la vita è una sola e non va sprecata e due perché potremmo esserci noi a spiarli». —

Giovanni Cagnassi

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