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Zaccariotto: «Troppi incidenti più sicurezza sulla bretella»

L’ex sindaco scende in campo chiedendo alla Città metropolitana di intervenire Mercoledì l’ultimo schianto con la morte del motociclista di 32 anni di Caorle

Giovanni Cagnassi
2 minuti di lettura

SAN DONà

La bretella San Donà-Noventa pericolosa quanto un tratto autostradale. E subito la denuncia pubblica di Francesca Zaccariotto: «Quella strada deve essere messa in sicurezza una volta per tutte».

Il giorno dopo il tragico incidente stradale in cui ha perso la vita a 32 anni Federico Battistutta di Caorle, che ha perso il controllo della sua Kawasaki 750 all’altezza del cavalcavia di Grassaga, la bretella di San Donà-Noventa torna sotto i riflettori per la sua alta pericolosità. Francesca Zaccariotto, assessore a Venezia e consigliera comunale della lista civica Zaccariotto a San Donà, chiede un tavolo con le amministrazioni comunali interssate territorialmente e la Città metropolitana.

«Ritengo che il sindaco di San Donà assieme a quello di Noventa», dice Zaccariotto, «debbano subito formulare questa richiesta alla Città metropolitana che ha competenza sul tratto di strada perché si discuta seriamene delle possibili misure da adottare al più presto e in modo efficace. Ci sono tre morti nel dicembre scorso, tutti i ragazzi della zona di San Donà e Treviso, adesso questo 32enne di Caorle che ha perso la vita in moto e breve distanza da dove si era consumato l’altro tragico incidente dei tre ragazzi. Ma la bretella purtroppo è stata teatro anche di numerosi altri gravissimi incidenti stradali in questi anni. Non possiamo restare inerti di fronte a queste morti. Le soluzioni per rendere la bretella più sicura ci sono e sono alla portata. «Penso a un sistema di telecamere», prosegue Zaccariotto, «come i tutor lungo l’autostrada perché di fatto questo è un prolungamento dell’autostrada a4 verso San Donà e il litorale e i veicoli sfrecciano a gran velocità lungo la bretella. Poi ci vorrebbe una linea continua laddove è ancora tratteggiata in modo da vietare i sorpassi. E un limite di velocità che sia almeno di 80– 90 km all’ora lungo tutto il tracciato perché purtroppo si raggiungono velocità molto elevate che sono spesso la causa degli incidenti. Basterebbero questi interventi semplici per renderla più sicura e lo dobbiamo a quei giovani e quelle persone che vi hanno trovato la morte. Non servono tanti dissuasori, quanto controllo. In questi giorni è stata presentata l’associazione “Alba luci sulla buona strada”, con la presidente Romina Laugeni, che è la mamma di uno dei quattro ragazzi morti a Jesolo in un tremendo incidente. «Le famiglie delle vittime della strada si stanno muovendo, organizzano iniziative ed eventi di sensibilizzazione a più livelli e la politica deve concretizzare le azioni che sono davvero utili per evitare altre stragi sulla strada». Intanto, la dinamica dell’incidente in cui ha perso la vita Battistutta sembra essere chiara e il centauro non ha colpito altri veicoli dopo un sorpasso che si è concluso con la perdita di controllo fatale della moto. —



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