Lavoratori della cultura in piazza per ripartire «I musei dimenticati»

Sindacati uniti contro il Comune: noi servizio essenziale Da agosto, nuove aperture per Palazzo Ducale e Correr

«Venezia riparte dalla cultura. Riaprite i musei». È la scritta dello striscione esposto nel flash-mob di ieri a mezzogiorno, organizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil con i lavoratori dei Musei Civici. Muniti di mascherina, i lavoratori si sono posizionati tra le due colonne di piazza San Marco per poi distribuire duemila volantini ai turisti. Nel foglio la richiesta di riaprire tutti i Musei Civici, senza più attendere e senza più rinviare. Per i manifestanti, infatti, in ballo c’è il futuro di decine di lavoratori che temono di perdere il posto a causa della chiusura provocata dall’emergenza sanitaria.

Nel pomeriggio è arrivato un comunicato che annuncia la riapertura di Palazzo Ducale e Museo Correr ogni giorno dal primo agosto e l’ampliamento di alcuni orari anche per altre sedi. Tuttavia per i sindacati non basta e non c’è nemmeno motivo per ritardare dato che gli unici a pagarne le conseguenze sono i lavoratori che, dallo scorso marzo, prendono un salario bassissimo, senza parlare degli intermittenti che sono a effettivo rischio povertà perché non hanno nemmeno la cassa integrazione o il Fondo di integrità salariale.


La protesta non è nuova ed è stata rincarata da un’interrogazione sulla mancata riapertura della grillina Erika Baldin al consiglio regionale.

La situazione è stata discussa su proposta di Monica Sambo del Pd in una commissione consiliare in cui i Musei Civici hanno ribadito lo sforzo fatto per riaprire in sicurezza e di tenerci ai lavoratori.

Intanto i sindacati continuano a chiedere un piano strategico che abbia come punto di partenza proprio la cultura e lo fanno ricordando l’articolo 9 della Costituzione. «Ci sono le file per la Basilica e per il Campanile, ma nessuna per il Ducale perché è chiuso» spiega Daniele Giordano della Cgil, «non capiamo questa scelta, soprattutto da quando lo Stato ha detto che arriveranno a Venezia 50 milioni per i Musei Civici». Il Comune, attraverso le parole del delegato Paolino D’Anna, aveva già detto che l’amministrazione non poteva indebitarsi perché non si aveva nessuna certezza dell’arrivo di quella somma. Il che si andava ad aggiungere alla difficoltà economica dell’amministrazione comunale a causa dei mancati introiti di questi mesi e del blocco del turismo, che si è fatto sentire soprattutto sulle casse aziende municipalizzate e dei musei civici.

Eppure, a detta dei sindacati, se altrove gli sforzi sono stati fatti, così non è per il settore culturale della città. Il tutto a scapito dell’offerta culturale cittadina, e in attesa del ritorno dei grandi numeri del turismo.

«Il Comune e la Fondazione non affrontano un dibattito su una ripresa sociale ed economica che passi anche dalla cultura», prosegue Giordano «i musei sono servizi pubblici essenziali, ma qui sono dimenticati in attesa che si torni a un turismo pre Covid-19, perdendo l’occasione di un dialogo con i lavoratori». Ieri i nuovi orari: dal primo agosto Palazzo Ducale e Museo Corre saranno aperti tutti i giorni con ticket combinato che li comprende con Museo Archeologico e Biblioteca Nazionale Marciana; dal 30 luglio saranno aperti dal giovedì alla domenica il Museo del Vetro di Murano e il Museo del Merletto di Burano, dal venerdì alla domenica Ca' Rezzonico, il Museo di Storia Naturale e Palazzo Mocenigo. Stessi orari dal 4 settembre per la Casa Goldoni e dall'11 settembre sarà riaperto Ca' Pesaro. —

vera mantengoli

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