Mose, tanti i problemi irrisolti I sindacati: «Pagate gli stipendi»

Ieri un incontro di Cgil, Cisl e Uil con la commissaria Spitz. «Sicurezza per il futuro dei lavoratori». La sabbia e i ponti radio, le procedure pronte per settembre

Alberto Vitucci

Dopo la festa, tocca lavorare. Sono tante adesso le promesse fatte al mondo, sotto l’occhio delle tv e con la benedizione del premier Giuseppe Conte e del governo. E bisognerà mantenerle. «Il Mose dovrà essere pronto per difendere la città nell’autunno prossimo», ha detto Conte, prima di attendere 1 ora e 37 minuti sotto il sole che l’ultima paratoia di Malamocco si alzasse. Esperimento riuscito, ha detto con entusiasmo lo speaker non appena la 78 paratoia è uscita dall’acqua. Ma in serata la conferma: sei paratoie della barriera di Treporti non sono rientrate nei loro alloggiamenti sott’acqua. «Un problema», ha ammesso il progettista Alberto Scotti accogliendo Conte al suo arrivo nella centrale operativa all’isola artificiale del bacan.


Un problema che costerà molto. Decine di milioni di euro intanto per costruire il robot che dovrebbe ripulire dopo ogni manovra i cassoni da sabbia e detriti che vi si depositano in grande quantità portati dalla marea. Il primo problema da risolvere adesso è il pagamento degli stipendi dei 250 dipendenti del Consorzio Venezia Nuova e delle sue società controllate, Thetis e Comar. C’è un braccio di ferro in corso tra la commissaria straordinaria Elisabetta Spitz e gli amministratori straordinari del Consorzio Venezia Nuova nominati dall’Anac e dal ministero dell’Interno dopo lo scandalo del 2014. La prima sostiene che i soldi disponibili devono essere usati solo per il Mose. E non per il mantenimento della struttura Consorzio. Destinata a essere sciolta alla fine del 2021 quando entrerà in funzione la nuova Agenzia prevista dalla legge.

Ma intanto chi paga i lavori già fatti e i dipendenti?

Una preoccupazione espressa anche dai sindacati confederali, che hanno incontrato la commissaria. «Spitz si è impegnata a verificare che i finanziamenti stanziati per l’avanzamento lavori e la gestione dell’opera vengano tempestivamente liquidati al Consorzio», dicono i segretari di Cgil, Cisl e Uil Ugo Agiollo, Paolo Bizzotto e Gerardo Colamarco. «Chiederemo ora anche un incontro ai commissari del Consorzio», dicono, «per confrontarci sui continui ritardi nell’erogazione degli stipendi».

Più in generale i sindacati chiedono una soluzione a garanzia per il futuro dei lavoratori. E, in particolare, per il «futuro occupazionale di tutti i lavoratori attualmente impegnati nelle di completamento e avviamento dell’opera». Ci sono anche da fissare i prossimi test. Mirando a farne qualcuno in «condizioni di mare agitato» per verificare la risposta del sistema. Il giorno dell’inaugurazione con il governo, venerdì scorso, il mare era piatto come una tavola, in assenza di vento. «Bisognerà farne di altri di test, per farci trovare pronti», ha detto Conte. Da risolvere anche i collegamenti. Quelli provvisori sono stati garantiti dal ponte radio dell’Esercito, ma adesso i lavori degli impianti andranno completati. La commissaria Spitz ha annunciato che entro settembre saranno messe a punto le procedure per prevedere l’innalzamento del Mose per maree eccezionali. La quota non è stata ufficializzata. Ma si tratterà sicuramente di maree altissime, sopra i 130 centimetri. —

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