Il giallo del Banksy deturpato a Venezia: scotch sulla bocca poi rimosso

Una “x” comparsa sul muro che ritrae il piccolo migrante comparso a maggio 2019 che raffigura le difficoltà
dei migranti in arrivo in Europa

VENEZIA. Quella “x” sulla bocca del piccolo migrante è comparsa appena due giorni fa, tra lo stupore di appassionati e residenti ormai abituati (e affezionati) allo stencil che sbuca dalle acque di San Pantalon e che porta la firma di Banksy, icona globale della street art. È rimasta appena 24 ore, prima di essere rimossa. E così, in poche ore l’opera con cui l’artista di Bristol aveva aggiunto Venezia alla sua personalissima collezione di città “toccate” dalla sua mano invisibile è tornata alla sua forma originale, benché scolorita e mangiata un poco alla volta dalla salsedine.

Si tinge dunque di giallo quanto capitato al piccolo migrante, interpretabile a seconda dei punti di vista. Una manomissione in piena regola, per qualcuno. In linea, del resto, con la filosofia di chi usa i muri per mandare messaggi artistici alla società: appartengono a tutti, e chiunque è libero di esprimerci il suo pensiero. Tutto bene, se non fosse per la legge che prevede il reato di imbrattamento. Accusa che ha colpito lo stesso bimbo profugo di dell’artista inglese senza volto. Accusa poi decaduta dopo una attenta valutazione artistica dell’opera.

C'è la mano di Banksy su un muro veneziano? Un piccolo profugo chiede aiuto dall'acqua

Ma quella croce appiccicata con lo scotch sulla bocca del piccolo migrante di Banksy potrebbe anche essere interpretata diversamente. E cioè come un modo per rafforzare ancor di più il significato dell’opera. Capelli scompigliati al vento, un giubbetto di salvataggio addosso, lo sguardo lontano e un razzo segnaletico in mano con il suo fumo rosa a rischiarare la notte. Come a emergere dall’acqua che gli arriva al ginocchio, cercando occhi che possano riconoscere la sua presenza. Questa la versione originale, con lo scopo di portare a galla la questione dei migranti e la loro lotta per un futuro diverso e migliore.

Banksy a Venezia cacciato dai vigili urbani come pittore abusivo

E così, la bocca tappata potrebbe indicare l’impossibilità dei migranti di spiegare la loro versione della storia, le difficoltà a farsi ascoltare dalla società e i diritti negati. Tema da sempre caro a Banksy: basti pensare allo stencil con Steve Jobs (figlio di rifugiati) ritratto con una sacca in mano nel campo profughi di Calais, in Francia. —E.P.

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