Metà Comuni metropolitani alleati per i servizi digitali

Certificati, pratiche, autorizzazioni: lo sportello online si diffonde in provincia  Venti amministrazioni locali seguono l’esempio dei progetti del capoluogo

Mitia Chiarin

Si chiama tecnicamente convergenza digitale, ma nella pratica significa condividere reti internet, server e servizi digitali che sono diventati una necessità, nella società del post Covid-19, per le amministrazioni locali e il rapporto con il cittadino.


Come la identità digitale che si ottiene dal Comune di Venezia fino a fine luglio con un servizio di video-identificazione, senza andare fisicamente allo sportello: dal 16 marzo più di mille persone la hanno ottenuta e con questa svolgono pratiche, ottengono certificati e servizi dal Comune ma anche dall’Agenzia delle Entrate, Inps ed altri enti. O il portale online “Di.me” che a Venezia ha visto il rilascio di 16.830 certificati anagrafici e demografici nell’ultimo anno con 1.861 emessi nel mese di giugno. Gli accessi sono stati 1 milione e 200 mila in un anno e 99.500 a giugno. Iniziative, partite in sordina, ma che oggi possono essere estese all’area metropolitana, ampliando servizi e benefici. La giunta comunale di Venezia ha approvato l’adesione al progetto “Con.Me” studiato con la Città Metropolitana, capofila del progetto che nasce per la partecipazione al bando per i fondi POR FESR Regione Veneto 2014-2020 – Asse 2 - “Agenda Digitale”. Bastava una aggregazione tra 15 amministrazioni locali per concorrere al contributo di un milione e 800 mila euro. Hanno aderito, invece, già una ventina di amministrazioni locali: Caorle, Cavallino Treporti, Cavarzere, Cinto Caomaggiore, Cona, Concordia, Dolo, Fossalta di Piave, Gruaro, Jesolo, Mirano, Noale, Portogruaro, Pramaggiore, Quarto d’Altino, Salzano, Scorzé , Santa Maria di Sala, San Stino, Spinea, Teglio Veneto e la associazione dei Comuni del Miranese a cui si aggiunge il Sad, soggetto aggregatore, che vede assieme Città metropolitana di Venezia, Comune di Venezia e la Venis, la partecipata del Comune per le reti e l’internet. Obiettivo è attuare il Piano di Digitalizzazione del territorio e degli enti locali. Estendere i servizi come “Di.me” su scala metropolitana, condividere un unico Data Center (quello gestito da Venis al Vega nel complesso Pleiadi) e anche ridurre le spese. «Gli obiettivi del progetto sottoposto al bando della Regione Veneto per circa 1.800.000 euro», dice il consigliere delegato all'Innovazione e alla Smart City Luca Battistella, «sono la razionalizzazione, il consolidamento e la messa in piena sicurezza delle infrastrutture ICT degli enti, la digitalizzazione dei processi amministrativi e diffusione dei servizi digitali pienamente interoperabili e un modello centralizzato di governance dell’ICT del territorio metropolitano attraverso il SAD metropolitano». Si è partiti dall’esame dei servizi delle singole amministrazioni locali e con i fondi si andrà a potenziare il data center già entro il 2021 con i primi servizi digitali pronti a metà anno. Il Data center di Venis, ci spiega Alessandra Poggiani, direttrice generale, occupa oltre mille metri quadri al Vega con un sistema che controlla il funzionamento di 1.200 server virtuali; 170 server fisici. Qui terminano gli oltre 130 chilometri di dorsale ottica a 144 fibre che compongono la rete della Città di Venezia. —

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