Omicidio di Mira: due colpi sparati a bruciapelo per uccidere l'ex della sua compagna

Dopo una lite Simone Meggiato, 51 anni, ha centrato con due colpi il coetaneo Andrea Baldan, ex azzurro di lancio del peso

MIRA. Due colpi di pistola sparati a bruciapelo entrambi ai fianchi e Andrea Baldan, 51 anni, un gigante di uomo resta a terra immobile mentre chi ha sparato sposta il corpo che gli stava sopra e si rialza. Ha ancora accanto la pistola quando, poco dopo, arrivano i carabinieri di Oriago che lo bloccano. Simone Meggiato, 51 anni, ha appena ucciso l’ex marito della sua attuale compagna.
 
Omicidio avvenuto a Oriago in via Piave, all’altezza del civico 6 dove abita, al termine di una rissa scoppiata poco prima dell’una di venerdì notte. A far scoppiare l’alterco finito in assassinio è il fatto che Baldan non sopportava che la ex moglie avesse una relazione con Meggiato. Quest’ultimo ora si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Domani sarà interrogato dal giudice. 
 
Baldan e la moglie
 
Andrea Baldan e la moglie che hanno due figli sono separati. Vivono entrambi a Mestre, lui in via Camuffo. Comunque non lontano dall’abitazione che la donna divide con i figli. Lui è un ex atleta del lancio del peso ed è stato anche azzurro under 23. Chi lo conosce lo descrive come un gigante buono che lavora in una ditta di trasporti e traslochi del centro storico.
 

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Comunque sia il rapporto con la moglie si incrina, arriva la separazione e quando lui apprende che la donna ha una relazione con Meggiato perde il controllo e comincia a stalkerizzare la ex: le suona il campanello di casa, si apposta vicino all’abitazione e la chiama al telefono. La ex ad un certo punto dice basta, teme per la sua incolumità e non riesce più a vivere serena.
 
Decide di denunciare il marito e in attesa del processo il giudice stabilisce che il marito non possa avvicinarsi alla donna. A Baldan comunque la nuova relazione della ex non va giù. Forse ritiene che i guai giudiziari che sta incontrando siano dovuti alla presenza del nuovo compagno nella vita della donna. Meggiato ha un sito in rete, non aggiornato dal 2005, dove si presenta come consulente informatico. Ma vive gestendo alcuni appartamenti di famiglia come B&B a Venezia. 
 
Atto finale
 
Quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso non è chiaro. E forse non lo sarà mai in quanto chi lo poteva spiegare è morto. Forse un bicchiere di troppo, o magari la mancanza di avere i figli accanto o il vedere in Meggiato la causa dei suoi guai hanno spinto Baldan ad inforcare la sua moto da enduro e di andare a Oriago in via Piave 6, dove abita quello che considera un rivale.
 
Forse vuole togliersi qualche sassolino dalle scarpe, forse vuole dare una lezione all’altro. Di certo non si reca a Oriago per invitare a cena Meggiato. Arrivato all’inizio della via, vicino a via Ghebba, parcheggia la moto e raggiunge a piedi l’abitazione di Meggiato. È da poco passata la mezzanotte e mezza. Si attacca al campanello e suona diverse volte. Non riceve risposta e decide di andarsene. Ma da dentro Meggiato lo vede e decide di affrontarlo. Prima di uscire prende la sua HS, pistola croata, calibro 9. Ha paura di Baldan e racconterà ai carabinieri che la settimana scorsa l’uomo lo aveva minacciato di morte. Esce dal cancello di casa quando Baldan si sta dirigendo alla moto e lo chiama. I due iniziano a gridare e a litigare. Si azzuffano. Baldan sovrasta di gran lunga, in peso e altezza, Meggiato che si ritrova a terra con sopra l’altro. A quel punto decide di usare la pistola e spara tre colpi. Con uno si ferisce alla mano e al braccio sinistri.
 
Gli altri due colpiscono ad entrambi i fianchi Baldan Colpi sparati dal basso verso l’altro. Da posizione ravvicinata, che una volta entrati nel torace del rivale devastano organi vitali. Nessuno dei due proiettili esce dal corpo. Meggiato sposta il corpo di Baldan e si rialza. Cerca subito di rianimarlo, arriva anche un’infermiera che vive poco distante. Baldan respira ancora, ma non c’è nulla da fare.
 
Pochi minuti e in via Piave ci sono i carabinieri della compagnia di Mestre e i sanitari del Suem. Con un lenzuolo viene coperto il cadavere di Baldan, mentre Meggiato prima viene portato in ospedale a Dolo e dopo le cure in carcere a Santa Maria Maggiore.

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