Case di riposo, a Venezia libero un posto letto su quattro. Quarantena per l’ingresso dei nuovi ospiti

Liste d’attesa, entrano i primi anziani ma molti rinviano per paura di una nuova ondata del virus e per difficoltà economiche

VENEZIA. Quattro mesi di accessi bloccati, ora riattivati con un iter bisettimanale. E, non da meno, una certa ritrosia dovuta alla paura, ma anche alla crisi economica. Sono sempre di più i posti letto vuoti nelle residenze per anziani della provincia di Venezia.

Strutture che, superata quella sanitaria (almeno è questa la speranza), si apprestano ora ad affrontare una seconda emergenza: quella economica. Con casse mai tanto fragili. Dei 984 posti letto a disposizione in otto tra le rsa principali del Veneziano, 246 (il 25%) oggi sono vuoti. Una cifra che difficilmente si concilia con le lunghe liste di attesa che popolano l’immaginario comune, quando si parla di case di riposo. Le spiegazioni possono essere molteplici. Alla Francescon di Portogruaro i posti occupati sono 119 su 142. A ospitare, fino a una manciata di giorni fa, 15 di quei 22 letti vuoti erano anziani vinti dal Covid. Ora la lista di attesa dell’ipab conta 70 persone: 20 sono trasferimenti, i rimanenti 50 sono gli anziani che hanno fatto richiesta per essere ospitati in una rsa, non necessariamente quella di Portogruaro. Qui negli ultimi 10 giorni sono state fatte entrare sei persone: sottoposte a doppio tampone, quindi poste in isolamento preventivo in una stanza singola per 15 giorni, prima di un ulteriore doppio tampone. Una procedura che costringe le strutture a ospitare un numero di anziani inferiore alla capienza massima, considerando il periodo di quarantena spesso trascorso all’interno di stanze doppie, adibite a singole. Anche se la vera crisi del sistema è dovuta a quello che è avvenuto prima, da marzo a fine giugno, con le strutture letteralmente sigillate. Con i posti letto che, tristemente, si svuotavano, e non solo per il Covid.


Senza alcuna possibilità di nuovi ingressi, che sono ossigeno per le casse delle strutture. Discorsi venali che stridono con il dramma; eppure la tenuta economica delle strutture, ora, è a forte rischio. Anche per questo in due delle tre strutture di Sereni Orizzonti sono stati inseriti dei prezzi promozionali. Gli sconti sono previsti per gli anziani nella lista di attesa per il contributo regionale nella residenza di Torre di Mosto, struttura interamente convenzionata con 63 letti occupati su 90. E, soprattutto, è stata attivata una promozione per la casa di riposo privata di Cinto Caomaggiore: il prezzo estivo è di 50 euro al giorno, tutto compreso. La struttura era stata adibita a “Covid hospital”, tornando al suo ruolo abituale di struttura per anziani solo il 2 giugno. I letti occupati, ora, sono appena 24 su 90, con ben 66 posti a disposizione. Rimanendo nelle strutture di Sereni Orizzonti, nella rsa di Marcon, privata con quote convenzionate con il pubblico, i letti vuoti sono 20 su 120. Il conto totale è di 113 posti ancora disponibili su 300, paradossalmente in strutture che - con l’eccezione di Cinto, “Covid hospital” - non hanno mai conosciuto il virus. Nei giorni scorsi sono iniziati i primi nuovi ingressi, regolati sulla base del decreto regionale, che impone regole uguali per tutte le strutture. Per quanto riguarda le visite, invece, ogni casa di riposo ha norme a sé. Alla Sereni orizzonti gli incontri sono unicamente su prenotazione. L’anziano può parlare alla finestra con un solo parente, che si trova giardino. Vietati gli abbracci, quindi, almeno fino al 15. Sono diverse le prescrizioni alla Residenza Venezia, i cui ospiti (i posti letto sono 120) possono incontrare un parente seduto al tavolo, oltre un vetro trasparente. Anche qui gli appuntamenti vanno prenotati, con un massimo di tre a settimana, per 30 minuti. E trovare uno “slot” libero è tutt’altro che semplice. Agli Anni Azzurri, sono poco meno di 130 i posti occupati tanto nella residenza di Quarto d’Altino (su 152) quanto in quella di Favaro Veneto (su 150). Nella prima struttura, sono avvenuti 5 ingressi. Parlando di visite dei parenti, sempre su appuntamento, queste sono attraverso una porta finestra aperta, oppure all’interno di gazebo, con schermi in plexiglas, allestiti nel giardino della struttura, infine attraverso la mediazione dello schermo in plexiglas. Proseguendo con le cifre, nella rsa I tigli di Meolo sono occupati 103 posti su 120. Infine, è in sofferenza la casa di riposo La salute di Fiesso, tristemente colpita dal Covid. Qui i posti liberi sono ben 46 sui 120 totali. —


 

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