Coronavirus, nel Veneziano superato il muro dei trecento morti

Cinque vittime ogni due giorni a partire dal primo marzo. Oggi c’è un solo ricoverato nell’ospedale di Dolo e 23 positivi

VENEZIA

È un nuovo muro che viene abbattuto. Il Coronavirus, solo nella provincia di Venezia, ha causato 300 vittime. Un dato tristemente aggiornato dopo una settimana, con l’ennesima morte avvenuta ieri, fuori dalle mura di ospedali e case di riposo. Mentre continua a calare il numero di persone consapevoli di un’infezione in atto. Secondo i dati diffusi da Azienda zero, alle 17 di ieri erano solo 24 in tutta la provincia, appena un contagio in più rispetto a quelli registrati nel Bellunese, dove nei giorni scorsi è stato rintracciato un nuovo focolaio a Feltre. E quindi nessun contagio rispetto al giorno precedente, ma quattro guarigioni. E si riduce drasticamente anche il numero di persone sottoposte a isolamento domiciliare. Martedì erano 147, ieri “appena” 94, vale a dire 53 in meno in appena 24 ore.


I DATI DEL CONTAGIO

È un arretramento lento, ma che non conosce passi falsi, quello del contagio nella nostra provincia. Una buona notizia che tuttavia non può rimanere insensibile alle cifre dei decessi. Trecento in quattro mesi. Dal primo marzo, con la morte di 67enne di Mira Mario Veronese, al primo luglio. Trecento nomi di persone che non ci sono più, cinque decessi ogni due giorni. E un tasso di mortalità che, nella nostra provincia, è elevatissimo, pari all’11.2 per cento. Quasi un punto percentuale in più rispetto alla media regionale, ferma al 10.5. In ogni caso, più di un decesso ogni dieci contagi. Una percentuale che fa rabbrividire.

GLI OSPEDALI

Ma in questo scenario c’è un dato rassicurante ed è quello che riguarda gli ospedali. Dei 24 veneziani consapevoli del contagio, solo uno è ricoverato. In area non critica, si trova nell’ospedale di Dolo. Con i nosocomi del Veneto Orientale che sono “Covid free” da settimane. E, soprattutto, i posti letto nei reparti di terapia intensiva che da giorni non accolgono più pazienti positivi al virus.

VILLA SALUS

Un ruolo fondamentale, nel ristrutturato sistema ospedaliero veneziano, lo ha avuto l’ospedale di Villa Salus, riconvertito in luogo per accogliere i pazienti Covid meno gravi, magari in uscita dai reparti di terapia intensiva dei nosocomi di Dolo e Mestre, nonostante i 15 decessi registrati. Da giorni anche Villa Salus è Covid free, dopo il transito, in quattro mesi, di 170 pazienti affetti dal virus. «Non abbiamo registrato nessun contagio tra il personale sanitario e questo è un granissimo risultato a conferma della bontà delle misure di tutela sanitarie adottate» commenta con una certa soddisfazione Mario Bassano, direttore generale vicario dell’ospedale. «Ma Villa Salus resta classificata come “Covid hospital” quindi, in qualsiasi momento, in caso di recrudescenza della malattia, è pronta a riattivare le degenze dei pazienti Covid», la sorte della struttura, che emula quella della “collega” di Dolo. «L’ospedale è stato sanificato e ha ripreso a pieno regime la propria attività sanitaria ordinaria. Ora è di nuovo possibile anche prenotare di persona visite e laboratorio analisi, mentre nelle prossime settimane è previsto un ulteriore potenziamento dell’erogazione delle prestazioni mediche, lavorando anche sabato e domenica, in luglio e agosto». —



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