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Jesolo e la lunga strana notte di piazza Mazzini: 5 mila persone “scortate” fino all’alba

Dopo i disordini di sabato scorso il centro è stato presidiato da un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. Focolai di rissa subito sedati, l’amarezza dei commercianti. Visita in sordina del prefetto, il sindaco: «Massima attenzione»

Il reportage

La notte più lunga in piazza Mazzini inizia verso le 23 di sabato. Una piazza blindata come mai si era visto prima. Sono almeno cinquanta i militari dell’Arma con gli agenti della polizia locale e l’unità cinofila. Si sono dati il turno perché la sera prima c’era la polizia di Stato. Per tutta la stagione venerdì e sabato sarà sempre così. E se non dovesse bastare, come ha indicato anche il prefetto, bisognerà chiudere i locali. Il prefetto stesso sabato sera è stato visto al lido di Jesolo e ha camminato in piazza Mazzini, in modo discreto, osservando la situazione tornata sotto i riflettori sabato scorso per una rissa tra giovani trevigiani e veneziani, con quattro feriti.


Un video postato dallo smartphone ha fatto il giro dell’Italia e rivelato una condizione al limite che ha richiesto misure drastiche. Da piazza Internazionale, alle spalle di piazza Mazzini, già verso le 22.30, scorre un fiume di giovani arrivati da tutto il Triveneto. Non si trova un parcheggio nel raggio di un chilometro. Ora che la maggior parte delle discoteche è stata chiusa, è la piazza del lido che diventa ritrovo obbligato. Ma anche i locali sono contingentati, si entra con la mascherina, gel per le mani, pochi posti e controlli con gli steward. Si beve solo all’interno, niente alcolici al di fuori. E dopo l’una anche i locali non possono servire alcolici se non hanno degli steward grazie ai quali possono somministrare fino alle 3. Risultato, 5 mila persone tra la piazza e la spiaggia che camminano, gridano, si sfogano dopo una settimana da semireclusi nelle città e i paesi. Non hanno molte idee. Anche il look è trasandato. Sono lontani i tempi in cui al lido si arrivava con l’abito ben stirato e sgargiante per lo struscio, la seduzione.

Adesso sembra che nel flusso costante di vita s’imponga chi grida, chi sfida le istituzioni. E ci vogliono alcol o sostanze per rompere gli indugi, uscire dalla timidezza. I locali sono osservati speciali. Restano le provviste in auto, i pusher per qualche altro corroborante. Una piazza multietnica, tanti ragazzi di colore figli di immigrati che oggi parlano italiano, veneto. Altri sono stranieri che si arrangiano come possono e spesso spacciano. Perché la domanda non manca di certo. Tra ordinanza antialcol e controlli serrati, la situazione resta sotto controllo fino a circa l’una della notte. Poi scoppiano ancora focolai di risse tra pusher, qualche bottiglia spaccata in testa. Chissà cosa succederebbe se non ci fosse tutto questo spiegamento di forze di polizia. Dieci saranno i ragazzi multati perché avevano con sè bottiglie e alcolici. Se ne vedono in giro che bevono: “Ma sì tanto non ci fanno niente”. Una compagnia di cinque aveva 20 bottiglie da 2/3 di birra. poi sanzionati. Un altro ragazzo sui 20 anni grida: “Qui è pieno di “sbirri”. Sarà subito richiamato e identificato dai carabinieri. Insomma non si scherza, ma a una certa ora crollano le inibizioni e anche sulla spiaggia iniziano il piccolo spaccio e le liti. Purtroppo siamo arrivati a questo punto, a una piazza che deve essere controllata e piantonata fino all’alba perché altrimenti questi ragazzi non avrebbero più freni.



«Lo sapevamo che sarebbe andata così», dice Giorgio Pomiato, titolare del negozio Next a due passi, per anni presidente del comitato e commerciante di lungo corso, «non ci sono locali e discoteche quest’anno e tutti verranno qui con le conseguenze inevitabili che abbiamo visto tutti». Certo non è sempre così, ci sono anche, molto più silenziosi e dimessi, quelli che cercano un divertimento “normale”. Ma basta una decina di sovraeccitati per scatenare il pandemonio e attirare l’attenzione. Gli operatori del Ser. D, servizio dell’Usl contro le dipendenze, lo sanno bene. Consegnano alcoltest tascabili, materiale informativo anche le mascherine: «Ci sono tanti giovani che non hanno punti di riferimento, famiglie disastrate, niente lavoro. E poi la droga. Nelle discoteche se ne vedevano tanti, ma qui siamo in una piazza, dove passeggiano anche famiglie con bambini». E, infatti, qualcuno arriva in piazza anche per vedere il fenomeno da baraccone, per l’ebbrezza di assistere agli sfoghi sconsiderati di questo popolo della notte.

Anche il sindaco Valerio Zoggia è giunto in piazza Mazzini con l’assessore Flavia Pastò: «La grande maggioranza di questi ragazzi che arriva a Jesolo viene qui per divertirsi senza eccessi. Ma bastano pochi cretini per scatenare il caso. Non era gravissima la rissa di sabato scorso, ma sicuramente non può essere sottovalutata. Noi abbiamo firmato l’ordinanza contro gli alcolici, preferito non arrivare a chiudere i locali». —


 

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