Festa del Mose, diktat del Ministero: «Sobrietà e niente buffet, solo acqua minerale»

Silvio Berlusconi alla posa della prima pietra del Mose nel 2003

Cerimonia parsimoniosa il 10 luglio a Venezia per il sollevamento delle paratoie. Ecco i partecipanti alle “inaugurazioni” precedenti 

VENEZIA. «Solo acqua minerale». Il Ministero corre ai ripari. E per evitare nuove polemiche chiede al provveditorato e al Consorzio Venezia Nuova di annullare il buffet previsto il 10 luglio, il giorno della prova generale del Mose nell’isola artificiale di Sant’Erasmo.

Più che un test la giornata sta diventando una cerimonia di pre inaugurazione. Il sollevamento in contemporanea delle 78 paratoie di Lido, Malamocco e Chioggia, potrebbero far pensare che i lavori siano finiti. Criticità e problemi restano, e il collaudo definitivo è previsto per il 31 dicembre. Ma governo e commissaria del Mose vogliono mostrare al mondo che qualcosa si è fatto per impedire una nuova alluvione come quella del 12 novembre 2019. Il Mose, assicurano, potrà alzarsi in caso di emergenza.


Intanto si predispone la giornata. Spesa prevista circa 45 mila euro, per l’affitto di imbarcazioni, il noleggio di tendoni e di transenne (costo 17 mila euro). Incarico che sarà affidato alla cooperativa Il Cerchio presieduta da Giorgio Mainoldi, ingegnere del Consorzio in pensione e oggi consulente della commissaria Spitz. Non è la prima cerimonia organizzata per inaugurare o mostrare lo stato dell’arte dei lavori del Mose. Sotto il governo di Giovanni Mazzacurati, si facevano le cose i grande stile. Per la prima pietra del 2003 si spese più di mezzo milione di euro.

Numerose le autorità venute a benedire la grande opera. Ministri e dirigenti di alto livello a cui non sempre l’inaugurazione ha portato fortuna. Così il 3 novembre del 1988 (32 anni fa) la prima passerella per inaugurare il Modello Sperimentale Elettromeccanico (Mose) appena fotografato davanti a San Marco. Ecco il vicepresidente del Consiglio di allora, il socialista Gianni De Michelis, ma anche il presidente della Regione Carlo Bernini, i ministri Carlo Fracanzani e Enrico Ferri. Il 14 maggio 2003 (17 anni fa) la posa della prima pietra, con il premier Berlusconi e i ministri Pietro Lunardi e Altero Matteoli, il sindaco Paolo Costa, il presidente della Regione Giancarlo Galan. Tutti o quasi (ad eccezione di Costa) sono finiti sotto inchiesta. L’8 giugno del 2010 è Luca Zaia, leghista ed ex ministro dell’Agricoltura, a guidare la visita in cantiere a Treporti. Il 12 ottobre il ministro Maurizio Lupi, che tornerà il 22 marzo 2014 aanche a Chioggia. Si dimetterà pochi mesi dopo.

Infine Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture del Pd, il 23 luglio 2015. E adesso, il 10 luglio è annunciata la ministra Paola De Micheli.

Ci sono anche i ministri che non sono venuti a inaugurare, e hanno preferito evitare le passerelle. Come Antonio Di Pietro, peraltro fra i protagonisti del “sì” al Mose durante il governo di Romano Prodi. Corrado Passera, ministro nel governo Monti, e Danilo Toninelli del Movimento Cinquestelle.

Una “festa” che adesso si sta organizzando nei dettagli. Ci saranno giornalisti, cineoperatori, autorità. Ma anche dirigenti e presidenti del passato che hanno contribuito ad avviare i lavori della grande opera. Finita sotto inchiesta per corruzione, ritardata e ammalorata per via di lavori mal fatti durante la concessione unica. E della mancata manutenzione negli ultimi anni.

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