Sessanta ombrelloni per salvare l’estate, così Piazza San Marco cambierà aspetto

Domani l’installazione dei parasole di nove metri quadrati. Fatturati ancora fermi al 20 per cento, il ritorno dei veneziani

VENEZIA. Sessanta ombrelloni per salvare l’estate. Voluti, attesi e infine ottenuti, arriveranno domani mattina presto e, per l’ora del secondo caffè, avranno già dato un nuovo piglio a Piazza San Marco. A beneficiare dell’ombra dei parasoli color avorio, tre metri per tre, su basi di 45 centimetri in linea con i masegni, saranno i cinque caffè che avevano fatto richiesta alla Sovrintendenza – Quadri, Lavena, Florian, Aurora e Chioggia – per poter allungare le giornate di lavoro dei plateatici che, con il sole estivo, sono dimezzate.

La stagione


«È un passo importante», dice il presidente dell’Associazione Piazza San Marco, Claudio Vernier. «Speriamo davvero che possano essere uno strumento valido per utilizzare al meglio gli spazi esterni, un aiuto in questa stagione particolarmente difficile. Sarà un esperimento non invasivo, non impattante, magari anche bello, che renderà la Piazza più fruibile favorendo anche il commercio».

Gli ombrelloni

Gli ombrelloni, che saranno presi in affitto con canone giornaliero per una spesa complessiva di circa 35-40 mila euro, erano stati chiesti durante il coronavirus dall’Associazione Piazza San Marco per provare a recuperare almeno una piccola parte del lavoro perduto durante i mesi di lockdown.

Ecco gli ombrelloni in piazza San Marco per salvare l'estate a Venezia



I caffè

A volerli fortissimamente, tra gli altri, Raffaele Alajmo del Caffè Quadri e l’amministratore delegato del Florian, Marco Paolini, per il quale la questione degli ombrelloni era «ultimativa». «Niente ombrelloni, niente apertura», aveva detto subito dopo il placet da parte della Sovrintendenza. «Io so dove lavoro e mai avrei voluto rompere i princìpi dell’area marciana, ma in un momento come questo serviva un segnale».



Canaletto

Anche Raffaele Alajmo, tra i primi a riaprire il suo locale insieme alla gelateria Al Todaro di Vernier, gli ombrelloni erano prioritari, considerato che quando il sole picchia i tavolini del Quadri restano per forza di cose deserti. Da domani, dunque, Piazza San Marco si mostrerà come non aveva mai fatto prima, in versione 2.0 rispetto ai dipinti di Canaletto che mostrano tende, veli, panneggi allungati dagli archi delle Procuratie per gettare ombra sui masegni.

La stagione

Erano state proprie le immagini delle vedute settecentesche a dar forza alla richiesta di installare gli ombrelloni. Una dozzina di media per ciascuno; qualcuno, come il Florian, con qualcuno di più, in proporzione all’ampiezza del plateatico.

Grazie alla possibilità di lavorare più ore al giorno gli esercenti della Piazza sperano di sollevare le sorti di una stagione che ancora trascina dietro di sé gli effetti dell’acqua alta dello scorso novembre.

I fatturati

I fatturati, nel mese di giugno, sono stati molto bassi. «Purtroppo siamo ancora intorno al 20 per cento rispetto all’anno scorso - dice ancora Vernier - magari durante il fine settimana facciamo il 25-30 per cento, ma poi durante la settimana scendiamo al 10». Intanto i veneziani hanno ripreso a frequentare l’area marciana. Senza turisti, con i prezzi “di cortesia” l’aperitivo e il caffè sono diventati un piccolo rito da riscoprire o scoprire per la prima volta.

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