Mose, test-chiave il 10 luglio: sollevate contemporaneamente le 78 paratoie

Più che una prova generale sembra una cerimonia. Ma ci sono ancora criticità e incognite sulle conche di Chioggia e di Malamocco. Fiengo: «Ma se non arrivano i soldi dovremo tagliare lavori e stipendi» 

VENEZIA. Più che una prova, pur se per la prima volta sincronizzata, quella del 10 luglio somiglia tanto a una inaugurazione ufficiale. Cerimonia voluta dal commissario Spitz alla presenza del ministro delle Infrastrutture, per dire al Paese che la grande opera è finalmente pronta. Ma è davvero così? Fra le tante criticità ancora irrisolte del Mose spiccano le conche di navigazione. Quella di Malamocco, costata 330 milioni e subito danneggiata dal primo maltempo, è inutilizzabile dal 2015. Mancano le porte, e dunque in caso di acqua alta, anche con le barriere sollevate la marea potrebbe entrare dai varchi. In ogni caso la conca di Malamocco, riparata con altri 45 milioni di euro, non è utilizzabile dalle navi di ultima generazione. Troppo piccola. Incompiuta anche l’altra conca, quella di Chioggia. Questa ha dimensioni più ridotte, dovrebbe servire come porto-rifugio per ospitare i pescherecci durante la chiusura delle barriere del Mose. Ma anche in questo caso mancano le porte, sostituite oggi con palancole di ferro. Dunque, a Mose chiuso, i pescherecci non potrebbero trovare rifugio.

Ma si va avanti. Anche dopo la scoperta che a Treporti, la barriera più “antica”, messa in fondo alla laguna nel 2013, sette anni fa, e anche allora inaugurata in pompa magna con i più alti vertici del ministero, perde vernice. Lo stato delle dighe è precario e bisognoso di manutenzione, i cui costi sono stati sottostimati in fase di progetto. Per tenere efficiente e pulito il Mose serviranno almeno 100 milioni di euro ogni anno. Ci sono poi da sostituire valvole, parti di cerniere, alette danneggiate sul fondo. Un grande lavoro appena all’inizio. E i soldi arrivano a rilento. Ieri il commissario Giuseppe Fiengo ha annunciato la riduzione dei compensi,il taglio della 14esima ai dipendenti. E il blocco dei pagamenti alle imprese, anche a quelle che hanno vinto le ultime gare. Il 10 luglio dovrebbe essere la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli a premere il bottone. Le 78 paratoie, distribuite nei quattro varchi alle bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia, si dovrebbero sollevare contemporaneamente. Grazie anche al ponte radio dell’Esercito. Un test importante. Ma non certo la conclusione dei lavori di un’opera non ancora collaudata. 

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