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Nuovo braccio di ferro con il tribunale Vazzoler ricoverato

I giudici hanno ordinato un rapporto al primario che lo segue Oggi il faccendiere sarà in aula, spera nel rinvio del processo

Cristina Genesin
2 minuti di lettura

JESOLO

Riuscirà a essere concluso il processo al dentista-faccendiere Alberto Vazzoler, accusato di essere al vertice di un’organizzazione a delinquere, di cui sarebbe il cervello, specializzata nel riciclaggio internazionale di danaro per un giro d’affari di almeno 117 milioni di euro? O ce la farà a dribblare la conclusione, ormai imminente, che sta cercando di evitare in ogni modo tra vorticosi cambi nel collegio difensivo (almeno sette), improvvisa nomina di nuovi consulenti, ricusazioni dei giudici (due bocciate dalla Corte d’appello e una revocata dall’interessato) e uno stato febbrile perdurante da maggio destinato a peggiorare alla vigilia delle udienze? Fino all’altro ieri, comunque, l’imputato, che ha l’obbligo di dimora a Musile di Piave, aveva rifiutato esami diagnostici ed eventuali ricoveri in ospedale, giocando anche la carta del contagio da Covid, smentito dai tamponi.

Di nuovo in aula a tempo di record oggi alle 10 quando il tribunale di Padova (presieduto dal giudice Nicoletta De Nardus) si ritroverà per decidere se andare all’atto finale del processo o rinviare (come sembra l’obiettivo dell’imputato) al prossimo anno. E lo farà sulla base di un atto chiesto con urgenza al primario del reparto Malattie infettive dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, il dottor Piergiorgio Scotton, che già ieri – l’udienza in programma era stata appositamente sospesa per un paio d’ore – aveva fornito una risposta in merito attraverso i carabinieri. Una risposta ritenuta «estremamente generica», essendosi limitato a dichiarare la necessità di svolgere esami al paziente, ancora febbricitante, e l’opportunità di ricoverarlo per sette giorni. Niente da fare, ai giudici non è bastato nonostante la reiterata richiesta di uno slittamento del processo da parte della difesa (i legali Patrizio Ianniello ed Enrico Zappasodi). E così per oggi il tribunale ha ordinato al dirigente-medico di fornire un quadro preciso delle condizioni di Vazzoler (che pure è medico-dentista) con l’indicazione degli accertamenti cui sarà sottoposto e della tempistica, della prognosi e dei trattamenti.

È un vero e proprio braccio di ferro quello sta ingaggiando tra la difesa sia nei confronti del pm Roberto D’Angelo (che si è rimesso alla decisione del collegio giudicante) sia nei confronti del tribunale. Con i giudici, del resto, Vazzoler non ha mai avuto un rapporto facile. Nel 2017 era stato prosciolto per intervenuta prescrizione dal tribunale di Padova al termine di un processo durato tre anni (tra continue richieste di rinvii) nell’ambito di una mega-evasione fiscale da 90 milioni di euro. Ne era uscito tranquillo, continuando la vita tra attici di lusso (uno a Padova e un altro a Jesolo nelle torre Mizar in piazza Draghi), Maserati e barche, una residenza a Montecarlo, pur risultando nullatenente e disoccupato in Italia.

Intanto sono finite alla procura veneziana i tronconi dell’inchiesta riguardanti sia la compagna Silvia Moro sia l’ex fidanzata Elena Manganelli Di Rienzo, da sempre sua socia nel business e sposata con un uomo d’affari arabo, Soud Ahmad Abdulrahman Balaawi, 48enne finanziere di Dubai. —

Cristina Genesin

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