Area di crisi complessa solo due i progetti ammessi

A distanza di un anno dal bando di Invitalia il via libera ai finanziamenti statali c’è soltanto per Sirai e 3V SIgma. E il Ministero pensa a un secondo bando 

Gianni Favarato

Via libera solo a due dei sette progetti presentati un anno fa da altrettante aziende veneziane e selezionati con il bando di Invitalia spa per l’assegnazione di finanziamenti statali, agevolati e a fondo perduto, previsti per “l’area industriale di crisi complessa” a sostegno di progetti di riconversione e riqualificazione produttiva con incremento dell’occupazione. Un’area che comprende Tessera, Campalto, via Torino, San Giuliano, Tronchetto, Santa Marta, Arsenale e Murano. Le due aziende che hanno superato le verifiche di Invitalia (la società del ministero dello Sviluppo) sono la Sirai srl di Vincenzo Marinese (presidente di Confindustria Venezia) e la 3V Sigma spa semidistrutta poche settimane fa da un disastroso incendio su cui sta indagando la magistratura.


Altri tre progetti e non sono state ammessi alle agevolazioni (San Marco Petroli spa di Malcontenta, Siru srl di Murano e Slim srl di Fusina) e i restanti due sono ancora in istruttoria (Pilkington spa e Vento di Venezia spa), all’esame di Invitalia.

E’ attesa a breve una decisione sugli ultimi due progetti ancora in istruttoria, ma il bilancio resta ben al di sotto delle aspettative, tanto che si prospetta la possibilità di un secondo bando, vista l’esiguità dei progetti presentati. A disposizione dell’area di crisi veneziana c’erano 26,7 milioni di euro di finanziamento agevolati e a fondo perduto, dei quali finora ne sono stati assegnati 10 e, anche supponendo che i due in istruttoria fossero approvati, avanzerebbero più di 4 milioni. Del resto i sette progetti selezionati sono ben meno dei 59 che avevano partecipato alla “call” esplorativa di Invitalia. Tant’è che il ministero dello Sviluppo Economico potrebbe indire un secondo bando – come ha fatto in altre aree di crisi – più flessibile del primo, con soglie di investimento più basse che permetterebbero di finanziare progetti di piccole e medie aziende, magari incrementando i fondi a disposizione per Venezia nel quadro degli interventi da promuovere per la ripresa produttiva dopo la crisi causata dalla pandemia. Le coperture finanziarie per garantire mutui agevolati fino al 50 % della spesa e contributi a fondo perduto dal 5 al 25 % – a seconda delle dimensioni dell’azienda – sono garantite dalla vecchia legge 181 del 1989 e sulla base del primo bando di Invitalia accessibili solo a fronte di un incremento occupazionale e una base di investimento della stessa azienda superiore a 1,5 milioni di euro. I programmi di investimento produttivi previsti dalle singole aziende, secondo il bando di un anno fa, devono essere diretti alla realizzazione di: nuove unità produttive innovative rispetto al mercato di riferimento; all’ampliamento e/o alla riqualificazione di unità produttive; alla realizzazione di nuove unità produttive o all’ampliamento di unità esistenti che erogano servizi e attività turistiche.

A presentare i progetti selezionati da Invitalia sono state: Pilkington spa (con un investimento complessivo di 7 milioni, comprensivo delle agevolazioni), Slim Fusina Rolling che produce alluminio (25,5 milioni), San Marco Petroli (6 milioni), 3 V Sigma (6,4 milioni), Sirai (2,6 milioni) , Siru (2,5 milioni) ma anche Vento di Venezia (8,5 milioni), con un progetto per i servizi di l trasporto marittimo. —

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