Anche a Fondamente Nove è allarme negozi turistici

De Checchi: «Gravissimo il sì del Provveditorato al pontile per i lancioni Il Comune si attivi per fermare la trasformazione che scaccerà i residenti»



«Quello che sta accadendo alle Fondamente Nove, tra quella parte di Cannaregio e Castello è gravissimo. Ci sono tutti i segnali perché una parte della città ancora riservata alla residenza, venga rapidamente stravolta dal turismo di passaggio, facendo nel giro di tre anni quello che in altre zone della città come l’area marciana o l’Accademia si è fatto in venticinque. Per questo anche la concessione per un nuovo pontile per lo sbarco dei lancioni turistici – a due passi dal pronto soccorso dell’Ospedale Civile e in una zona già trafficatissima come quella che si affaccia sul Rio dei Mendicanti – va revocata e va evitato che ne vengano concesse altre. È un appello che rivolgo innanzitutto al Provveditorato triveneto alle opere pubbliche che l’ha rilasciata senza tenere il minimo conto delle conseguenze sul tessuto urbano della città. Ma anche al Comune che non può assistere inerte e che deve fare quanto è in suo potere per fermare la deriva turistica che rischia di travolgere una delle poche parti della città dove ancora vivono i veneziani».


È una denuncia appassionata quella della del segretario della Confartigianato veneziana Gianni De Checcchi, anche se a chiedere la licenza per lo sbarco dei lancioni turistici è una società di trasporto acqueo come la Ducale srl del campione del remo Giampaolo D’Este. «Ma qui infatti non è in discussione la richiesta della concessione da parte della Ducale che fa quello che crede meglio perla sua attività», spiega De Checchi, «ma il fatto che sia stata rilasciata con burocratica disinvoltura in un’area così delicata per la città, che sta già cambiando. Mi risulta infatti che negozi e attività della zona legate alla residenza e chiuse anche per l’emergenza coronavirus non riapriranno e per alcuni di esse c’è già pronto il subentro di nuove attività tutte legate alla ristorazione e al soddisfacimento del turismo di passaggio che si prevede arrivi con lo sbarco dei lancioni turistici. E qui è anche il Comune di Venezia che deve muoversi con più coraggio e intraprendenza, come hanno già fatto altri Comuni che fanno riferimento a città d’arte come quello di Firenze. Leggo dichiarazioni come quelle dell’assessore al Turismo Paola Mar che dice che non tornerà il turismo selvaggio di prima a Venezia dopo il coronavirus. Me lo auguro ma qui alle Fondamente Nove si sta andando esattamente in quella direzione invece e se si vuole veramente cambiare modello questa è una delle occasioni per dimostrarlo».

Per De Checchi la scelta di portare i lancioni turistici alle Fondamente Nove è «scellerata». «Ricordo che il Comune provvisoriamente lo scorso hanno ha spostato qui, anche se molto più avanti, alcuni lancioni turistici dal Bacino di San Marco, ma spero sia stato solo un episodio. Se davvero l’Amministrazione pensasse di “turistizzare” anche questa parte di città sarebbe un colpo mortale inferto a quello che resta della residenza veneziana. Ci pensino bene, il turismo giornaliero va ridotto e controllato, non certo aumentato e soprattutto “spalmato” su tutta la città per non giocarci anche le poche aree di venezianità rimaste». —



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