M9 si prepara a riaprire in tempi brevi Piano di sicurezza affidato a Biscione

Rinviata la approvazione del bilancio di M9District per la richiesta di alcuni consiglieri. Il disavanzo vale 7 milioni di euro

Mitia Chiarin

Una buona notizia c’è ed è l’’impegno assunto ieri dal consiglio di amministrazione della Fondazione M9 di riaprire il Museo del Novecento di Mestre in tempi brevi. Per questo il Cda ha dato mandato al direttore IMarco Biscione, di far sì che la riapertura avvenga nelle condizioni ottimali dal punto di vista della tutela della sicurezza del visitatore e del rispetto dei protocolli.


E quindi inizia il lavoro per organizzare la riapertura, con la speranza di riaprire le porte di M9 prima di settembre, finora la data ipotizzata dai vertici della Fondazione di Venezia.

Il direttore Marco Biscione è per ora cauto sulle date. «Stiamo vivendo i problemi di tutti i musei italiani. Ora prepareremo un piano per la riapertura un totale sicurezza per riaprire quanto prima. Piano che entro un paio di settimane presenteremo alla Fondazione per l’ok». Un museo tecnologico dove quasi tutto si tocca in tempi di emergenza sanitaria è complesso. « Abbiamo i visori che non si possono utilizzare, alcune installazioni si dovranno chiudere per motivi di sicurezza, vanno organizzate le sanificazione. Puntiamo ad un piano in due fasi: la prima con una apertura limitata e attenta e poi lavoreremo per la riapertura totale del museo», dice il direttore.

Probabile nella prima fase una «riapertura limitata al weekend per la prima fase». Biscione conferma anche il rinvio al 2021 della mostra dedicata ai lavori dello studio Sauerbruch e Hutton, progettisti del museo. «La mostra era collegata alla Biennale Architettura e di conseguenza con il rinvio della Biennale slitta anche questa mostra ma le grandi mostre nei musei credo che le rivedremo ovunque solo tra un anno», precisa. Rinviato invece il Cda di M9D, il distretto del museo: stavolta il rinvio è conseguenza dei rilievi di alcuni consiglieri che hanno chiesto tempo per analizzare i documenti del bilancio che chiude un triennio di attività.

«Il bilancio di M9D, di concerto con quello di FM9, sarà pertanto approvato nel corso di una nuova seduta di Consiglio, la cui calendarizzazione è prevista per i prossimi giorni», fanno sapere dalla Fondazione di Venezia. I consiglieri hanno chiesto e ottenuto più tempo per valutare tutti i dati dei documenti di un bilancio tutt’altro che soddisfacente visto che il primo anno di operatività di Museo e distretto commerciale vede un disavanzo di 7 milioni di euro con circa 3 milioni a carico del distretto commerciale e 4 milioni a carico del museo. Cifre che hanno portato il Consiglio generale della principale fondazione bancaria di Venezia ad avviare una discussione che è partita dalla relazione degli advisor chiamati dal presidente Brunello, in scadenza, ed è arrivata, alla relazione di Tommaso Santini per la valorizzazione del patrimonio immobiliare con i timori di vendita della “Casa dei tre oci” che ha provocato una levata di scudi, sindaco compreso, a difesa dello spazio culturale della Giudecca. —

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