Museo M9, bilancio in rosso di 7 milioni Oggi l’incontro per studiare i conti

Pasquetti, ad di M9 District: «La situazione sta migliorando e siamo pronti per ripartire. Abbiamo molte idee»

Se i numeri dovessero essere confermati, il Polo museale di Mestre chiuderà il bilancio all’incirca con un negativo di sette milioni di euro e rotti. Meno 4,3 milioni il “rosso” dell’M9, all’incirca meno 2,7 quello del District e delle attività che attorno ad esso gravitano negli spazi dell’ex convento. Sono state, però, aggiunte delle “riserve” nuove che saranno rese note.

Quest’oggi si terrà il consiglio di amministrazione della vecchia Polymnia, ossia l’M9 District, che avrà per ordine del giorno il bilancio dell'anno che si è chiuso. Sarà, inoltre, approvato il bilancio del Museo del ’900 legato alla Fondazione M9. I conti di entrambi, successivamente, finiranno all’interno del bilancio della Fondazione Venezia. Il cda di quest’ultima è convocato per il 5 giugno, il consiglio generale a metà del mese prossimo. I nodi del Polo museale dovranno essere sciolti nelle prossime settimane e i conti resi noti. Nel frattempo il museo continua ad essere chiuso.


Edmondo Pasquetti, amministratore delegato di M9 District, non fa mistero delle difficoltà, ma spiega che la situazione del Distretto «è migliorata rispetto all’anno scorso». Precisa: «Siamo positivi e siamo pronti per far partire tutta una serie di iniziative che consentiranno una riduzione dei costi per circa 500 mila euro. Inoltre abbiamo in programma nuovi introiti molto importanti. Quest’anno c’è poco da fare a causa del coronavirus, ma gettiamo basi positive per il 2021». Il coworking di Copernico – fa capire – è in forse. «Valutiamo più possibilità, adesso ne abbiamo un bel numero da vagliare, tutte molto valide».

I primi di giugno dovrebbero riaprire i due locali 9 Bistrot e Caffè Diemme, mentre al posto del ristorante di carne che ha chiuso, non è ancora chiaro se arriverà un altro locale o se lo spazio sarà destinato ad uffici. «Ci sono opzioni diverse, decideremo in funzione delle opportunità, molte variabili sono legate allo sviluppo del turismo». E a questo proposito: «Abbiamo siglato un accordo con una società che lavora nell’ambito delle escursioni estive che movimenta ben duemila persone al giorno, adesso vedremo che piega prenderà l’evoluzione delle prenotazioni, ci piacerebbe partire da luglio con delle visite raggruppate nel fine settimana».

Pasquetti è ottimista, sul piano del retail e dei visitatori. L’anno passato era stato evidenziato un grosso gap sotto il profilo della pubblicità: il Museo non era noto, non era sponsorizzato né in città né fuori, i turisti non sapevano che c’era, gli alberghi non lo promuovevano, stazione e aeroporto nemmeno. Sul tappeto anche la scadenza di mandato del presidente della Fondazione, Giampietro Brunello e del rilancio del Museo, che oltre ai pochi visitatori e al retail che finora non è partito, si è ritrovato anche nel bel mezzo di un lockdown che ha azzerato il turismo. —

Marta Artico

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