Musicista

Enrico Coniglio è un “cacciatore” di paesaggi sonori. Racconta la laguna, ma anche la città, la zona industriale di Marghera, le sue fabbriche e il porto, non con parole o immagini, ma con i suoni che ogni agglomerato, ogni essere vivente, ogni angolo di laguna o di mare emettono. Ma non i suoni superficiali, Enrico raccoglie quelli profondi dell’anima, di tutto ciò che ci circonda.

Enrico è un musicista, perché con quei suoni lui compone e pubblica dischi, cd o affida la sua musica a link per non perdere il contatto con una realtà che vuole la rete il grande contenitore di quanto la fantasia e l’estro umano producono. Lui non racconta, per intenderci, il rumore dell’infrangersi delle onde sul bagnasciuga, che chiunque di noi può ascoltare seduto in spiaggia. Lui ascolta e registra quello che sta sotto alla superficie dell’acqua. I suoni degli esseri viventi che popolano il fondale. I suoi ultimi lavori sono dedicati alla laguna nord. Per mesi è uscito di sera in barca e ha girovagato senza una meta precisa. Si fermava dove glielo diceva il suo istinto e iniziava la caccia ai suoni. Un lavoro costruito quasi interamente tramite idrofoni: sonde collegate a un registratore attraverso un cavo, che poi calava in acqua.


Fauna e flora

Enrico in questo modo registra i microsuoni della fauna e della flora lagunare di velme e barene. Ecco allora il respiro dell’alga che rilascia ossigeno che in bollicine risale in superficie, poi ci sono i chiassosi granchi e la salicornia. Tutti hanno un proprio suono che poi diventa musica quando Enrico si mette a comporre. Mischia questi respiri che ci permettono di conoscere la laguna grazie al nostro udito. —

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