Mose, niente verifiche sull’instabilità dinamica No alla richiesta Codacons

Il Provveditorato respinge l’istanza di un tavolo tecnico e di un’indagine sullo scandalo Lo studio “sparito” dell’Università di Cassino

Alberto Vitucci / VENEZIA

«La richiesta non è ammissibile». Poche righe su carta intestata. E il Provveditorato alle Opere pubbliche rimanda al mittente l’istanza di accesso agli atti e di “confronto tecnico” sul Mose avanzata dal Codacons, il comitato nazionale a difesa dei Consumatori. Porte chiuse, dunque: «Non c’è norma di legge che obbliga la pubblica amministrazione a esprimersi a conferma o a confutazione di elaborati anche di pregio, liberamente redatti dai cittadini». Non c’è obbligo nemmeno, secondo il parere reso dalla dirigente legale del Provveditorato Paola Juris e firmato dal provveditore Cinzia Zincone, di «dar corso a un tavolo tecnico sulla base di una perizia di parte». «Siamo sorpresi e indignati», commenta l’ingegnere Vincenzo Di Tella, autore della perizia sull’instabilità dinamica delle paratoie del Mose. Proprio sulla base dei numerosi esposti e segnalazioni corredati di studi tecnici inviati da Di Tella, esperto ingegnere di tecnologìe marine e dai suoi collaboratori Paolo Vielmo e Gaetano Sebastiani, il Codacons aveva avviato la procedura. Ma adesso il provveditorato ha detto no. Il tema è quello della tenuta del sistema delle barriere Mose in caso di mare agitato e di vento forte. Dubbi espressi anche dalla società internazionale Principia, richiesta di un parere dal sindaco Massimo Cacciari nel 2006. E in parte confermati dallo scienziato cinese Chang Mei, uno dei cinque esperti che avevano promosso il Mose con riserva nel 1998. Di Tella insiste: «Non sono mai state fatte le prove in scala reale, quelle sul modellino non possono dare risultati attendibili». E, ancora: «In caso di mare agitato le paratoie possono entrare in risonanza, e diventare “instabili”. Insomma, un rischio. Anche perché i test sulle barriere negli ultimi mesi sono stati numerosi, Mai però in condizioni di mare molto mosso e di vento. Come peraltro erano le condizioni meteo di quella notte del 12 novembre, quando la marea tocco i 187 centimetri sul medio mare, secondo valore di sempre dopo quello del 1966. Funzionerà il Mose in quelle condizioni? «I progettisti ovviamente tranquillizzano». «Non esiste alcun problema di risonanza».


Ma due anni fa l’ex provveditore Linetti, proprio su richiesta degli ingegneri, aveva commissionato uno studio alle Università di Padova e Cassino, per verificare quanto affermato nell’elaborato Di Tella. Uno studio di cui al Consorzio e al provveditorato non c’è traccia.

Dunque, i dubbi restano. Per questo motivo associazioni e comitati avevano più volte richiesto la convocazione di un tavolo tecnico “super partes” per verificare il funzionamento del sistema. Anche alla luce dell’inchiesta per corruzione e tangenti che aveva scoperto numerose dazioni agli esperti che dovevano firmare i pareri tecnici e dare il via libera ai progetti. Anche su questo il Codacons ha chiesto di «far luce». E anche qui il Provveditorato ha detto «no». «Le leggi escludono», scrivono Juris e Zincone, «che si possa redigere un atto ricognitivo sui procedimenti giudiziari scaturiti dallo scandalo Mose».

Dunque anche su questo punto, niente confronto. Il Codacons potrà ricorrere al Tar entro 30 giorni. —

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