Inceneritore a Fusina, Sì con prescrizioni Riesplode la polemica sul voto della “Via”

Bettin: «Scelta inaccettabile che contrasteremo». Comitati e M5S meditano un ricorso al Tar contro il progetto

Mitia Chiarin

L’impianto di Fusina di Ecoprogetto ha superato con voto positivo unanime l’esame della commissione Via regionale. Varie le prescrizioni. Ma sull’inceneritore della società del gruppo Veritas, che andrà a sostituire l’attività di combustione dei rifiuti bruciati nella centrale a carbone “Palladio” di Marghera, che da quest’anno comincerà a ridurre progressivamente la combustione di CSS, la polemica non si smorza affatto.


«Decisione inaccettabile», tuona il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin. «Infischiandosene delle richieste di cittadini, comitati, associazioni e della Municipalità di Marghera - Malcontenta, la Regione Veneto ha dunque deciso di procedere con l’approvazione del nuovo inceneritore di Fusina, impedendo il confronto da più parti invocato, confronto appena avviato lo scorso inverno ma subito sospeso per la pandemia», denuncia. «Una decisione che contrasteremo con ogni forza e fino in fondo».

Di tutt’altro tenore il commento del direttore generale di Veritas, Andrea Razzini: «Siamo soddisfatti per la decisione del Comitato Via che a voti unanimi ha riconosciuto la correttezza del nostro operato e la rilevanza pubblica e ambientale del progetto. Si tratta di un’opera moderna, progettata con l’unico scopo di mettere il nostro territorio al riparo da emergenze e rischi legati allo smaltimento dei rifiuti».

Si susseguono gli appelli a fermare il progetto: ben 24 medici e pediatri veneziani chiedono di sospendere l’iter di approvazione per consentire una rigorosa valutazione dei possibili rischi ambientali e per la salute dei bambini della città. Delusione nelle parole di Erika Baldin, consigliera regionale M5s che contesta che una approvazione in tempi di pandemia «non è una bella pagina di trasparenza» e si dice pronta a sostenere «a fianco dei comitati, un’eventuale ricorso al Tar».

In Parlamento Europeo attende di essere discussa una petizione contro il progetto. Il presidente del comitato Via, in una nota, precisa di aver aperto la discussione ai Consigli di bacino per i rifiuti, alla Città metropolitana, al Comune di Venezia con osservazioni e richieste valutate.

«Posto ai voti il parere esposto, alla luce delle osservazioni raccolte, è stato approvato all’unanimità». Ma con prescrizioni. Riguardano la «potenzialità massima non superabile, la necessità di aggiornare fin da subito i monitoraggi ambientali, dell’obbligo di adottare prima dei termini normativi trattamenti più avanzati di processo sulle emissioni su tutte le sezioni dell’impianto, comprese quelle attualmente in esercizio». —

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