Rogo alimentato dai tank nel piazzale L’acqua dei canali resta inquinata

Stando alle prime indagini non sarebbe stato usato l’azoto per raffreddare le tubature su cui lavoravano gli operai

Carlo Mion

Mitia Chiarin


Incendio 3V Sigma, ci sono i primi elementi che fanno capire come siano andate le cose venerdì mattina quando le fiamme hanno devastato l’azienda chimica e ferito gravemente due operai: non sarebbe stato usato l’azoto, come previsto dalla norme di sicurezza, per raffreddare la conduttura sulla quale stavano lavorando gli operai; e l’incendio si è propagato in maniera incontrollabile per la presenza di tank con sostanze infiammabili di cui avevano denunciato la pericolosa presenza i rappresentanti degli operai.

Nel frattempo è stato convalidato il sequestro dell’area dove ci sono i resti della 3V Sigma e ora il fascicolo riguardante l’incendio sarà assegnato al pm che dovrà coordinare le indagini.

Per ora sul fascicolo non è stato iscritto il nome di nessun indagato. Per il momento il reato più grave è ritenuto l’incidente sul lavoro.

La prima fase delle indagini con le verifiche di carabinieri del Noe, dei vigili del fuoco e dello Spisal è terminata. Ora si attendono le decisioni del pm a cui sarà assegnato il fascicolo e che probabilmente ordinerà delle perizie dopo l’interrogatorio di alcune persone, tra cui l’operaio della General montaggi che stava lavorando con i due colleghi rimasti feriti gravemente. Quanto emerge è una situazione a dir poco preoccupante per la sicurezza sul posto di lavoro e sul rischio ambientale. Cose che i sindacalisti dei chimici avevano denunciato da tempo e che ora hanno ricevuto una lettera di diffida, con tanto di minaccia di querela per diffamazione, da parte dell’azienda.

Del resto il Prefetto Vittorio Zappalorto aveva detto venerdì stesso: «Alla 3V non ha funzionato il piano di sicurezza interno».

La stessa Azienda non si è presentata all’incontro, tra le parti, che il Prefetto Zappalorto aveva convocato per lunedì scorso. Il motivo non si conosce.

Al tavolo dovevano sedere oltre a sindacati e azienda, gli ispettori dello Spisal. Il Prefetto riconvocherà le parti nei prossimi giorni.

Intanto oggi, sempre dal Prefetto, sono stati convocati i carabinieri del Noe, i tecnici dell’Arpav e i vigili del fuoco. Sarà affrontata la questione ambientale per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria e dell’acqua. Da capire come mai grandi quantità di acqua, proveniente dall’area dell’incendio e usata per spegnere le fiamme, sia finita, carica di solventi, in laguna provocando una strage di pesci. Ma soprattutto per capire chi pagherà i danni ambientali.

Ieri è uscito un nuovo dettagliato rapporto di Arpav sui risultati delle numerose analisi ambientali eseguite. Resta grave l’inquinamento dei canali industriali vicino alla fabbrica.

Si stanno ancora raccogliendo i pesci morti, almeno 10 tonnellate di pescato e il lavoro non è ancora finito. I dati dei nuovi prelievi eseguiti domenica evidenziano la gravità dell’inquinamento. «Nei canali Lusore – Brentella e darsena Rana permane la presenza di inquinanti. In alcuni punti all’interno dei canali industriali sono stati rilevati parametri traccianti delle acque di spegnimento superiori al limite di quantificazione ma comunque presenti in tracce a chiara indicazione di riduzione rispetto alle prime misure. Nei campioni di domenica 17 sono stati ricercati anche i composti PFAS che possono essere presenti nelle acque di spegnimento e che in tutti i punti di campionamento non hanno riscontrato valori superiori ai limiti di quantificazione», scrive Arpav che ha consegnato la sua relazione a Comune e Uls 3 Serenissima. «Nelle acque della laguna invece non sono state riscontrate presenze rilevanti di inquinanti. Nei pressi dei banchi di molluschi, tra San Leonardo e Malamocco, non è stata riscontrata la presenza di inquinanti».

Questa la prima buona notizia del rapporto che evidenzia anche l’assenza di tracce di inquinanti sulle verdure prelevate a Sant’Erasmo, Vignole, Mestre e Marghera co 8 campioni di insalate analizzati: «I risultati non hanno evidenziato valori di contaminazione», scrive Arpav. Trend in miglioramento per i dati dell’aria. «Siamo stati fortunati:l’inquinamento non è arrivato in laguna ma si è limitato ai canali industriali dove è vietata la pesca», dice il direttore generale Marchesi. «Ma l’incidente resta rilevante e un plauso, per aver evitato il peggio, va ai vigili del fuoco». —

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