Ca’ Foscari ora “scava” tra resti romani e relitti

Le prospezioni dei sub nel Canale di San Felice e a Ca’ Ballarin in laguna nord  di fronte a Eraclea, a San Nicoletto e al Lido dove ci sono navi sommerse

VENEZIA. Ca’ Foscari pensa anche a un possibile “museo” archeologico sottomarino nell’area della laguna e della città metropolitana di Venezia e ha individuato sette siti che ora saranno esplorati e fotografati da sommozzatori proprio a questo scopo, in un momento tra l’altro in cui le acque lagunari sono particolarmente trasparenti grazie al blocco del traffico imposto dall’emergenza coronavirus.

A questo scopo l’università ha bandito in questi giorni un avviso pubblico di manifestazioni di interesse per fornire il supporto logistico e subacqueo alla missione cafoscarina. La ricerca subacquea rientra nel progetto interregionale di cooperazione Italia-Croazia denominato «Underwater Muse» di cui il Dipartimento di studi Umanistici di Ca’ Foscari è partner, con il professor Carlo Beltrame, docente di Archeologia Marittima, nel ruolo di responsabile scientifico.


Il progetto punta appunto a creare una metodologia per far fruire sott’acqua il patrimonio archeologico ritrovato, visto che sempre più si va nella direzione, quando possibile di mantenere sul posto i reperti.

Ma per chi non vuole immergersi c’è anche la strada della ricostruzione virtuale degli scavi subacquei, dopo averli attentamente “mappati” con una nuova tecnologia digitale, basata sulla fotogrammetria.

Grazie alle ricostruzioni in 3D i ricercatori sono in grado di capire com’era fatta ad esempio una nave sommersa, quanto materiale trasportava, com’è naufragata.

Ca’ Foscari ha già “mappato” in questo modo i relitti risalenti anche a un migliaio di anni fa ritrovati a Cape Stoba, in Croazia.

Ora appunto si scaverà in laguna e lungo le coste veneziane che si affacciano sull’Adriatico. Le aree su cui si indagherà sono sei, più un’altra che potrebbe aggiungersi.

Tre siti sono di presunta età romana e si trovano nella laguna nord di Venezia. si tratta, in particolare, del “Torrione”del Canale San Felice, della Cisterna di Ca’ Ballarin e del Molo che si trova nella stessa località, nelle vicinanze di Cavallino.

Gli altri tre relitti che saranno perlustrati dai sub guidati dalla “squadra” di Ca’ Foscari sono invece di età moderna. Si tratta di una cannoniera naufragata di fronte alle coste di Eraclea, del brigantino prussiano Hellmuth, che si trova invece nei fondali di San Nicoletto e di un carico di mattoni sommersi di fronte al Lido di Venezia. Se i tempi della spedizione lo permetteranno, si indagherà anche su un relitto ottocentesco sommerso di fronte alla spiaggia di Jesolo. Si effettueranno indagini strumentali su tutti i siti e anche la loro “pulizia” per permettere così di riprenderli nel modo più efficace. Tutti i dati raccolti infatti verranno anche digitalizzati al fine di una successiva ricostruzione virtuale dei siti archeologici sommersi.

Una delle ultime missioni archeologiche di Ca’ Foscari, nell’estate di tre anni fa, ha portato gli archeosub cafoscarini a capo Taormina, dove c’è un sito archeologico, documentato per la prima volta nel 1959, costituito da 33 frammenti di colonne lisce disposte su un fondale roccioso,.Il carico di una nave lunga intorno ai venti metri affondata in seguito all’impatto con le rocce di Capo Taormina, tra la fine del II e la fine del Iv secolo dopo Cristo. —

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