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Subappalti Fincantieri: «Non pago gli operai perché anch’io non vengo pagato»

Il caso dell’imprenditore bengalese Sarker e dei suoi 120 lavoratori. La Cgil: «Situazione di tensione ben nota che dura da mesi»

PORTO MARGHERA. «Se Isolfin non mi salda quanto dovuto, non potrò a pagare i dipendenti». Il bengalese Mozib Sarker, è il titolare della New World Service, ditta che lavora in subappalto per Fincantieri. Giovedì i dipendenti, tutti bengalesi, che lavorano per lui, hanno dato vita a una protesta davanti alla sede della Cgil, finita in rissa.

Più di qualcuno ha passato tutto il giorno al pronto soccorso, riportando traumi, fratture, contusioni. I lavoratori sono senza stipendio da mesi e la situazione è sempre più calda. Il titolare dell’impresa che fa isolamenti e coibentazione ammette di dovere parecchio denaro ai suoi connazionali: «Se Isolfin che è il mio committente diretto, non mi paga, io non posso pagare a loro volta loro. Sto facendo il possibile, sono tornato dall’estero e mi sono recato a Roma nella loro sede, ma niente da fare. Chiedo aiuto a chi mi può aiutare a saldare quanto devo».

Sarker, che in più di un’occasione si è appellato a Zaia, anche durante l’emergenza Covid-19, sostiene di non avere mai avuto voce in capitolo: «Ho sempre accettato i contratti, o così o non lavoravo e trovavano un’altra ditta, non ho mai potuto contrattare né controllare. Di solito pagavano, ma da febbraio avanzo diverse centinaia di migliaia di euro e così non riesco ad andare avanti».

Aggiunge: «Avanzo 521 mila euro di febbraio e 350 mila di marzo, ma per pagare gli operai in questo momento me ne servono 378 mila subito». Chiude: «Non percepisco stipendio nemmeno io, sto cercando di fare il possibile, ma mi serve aiuto».

La Cgil parla di 120 persone senza retribuzione. Giovedì il sindacato aveva preso posizione con una nota: «Come Fiom e Cgil di Venezia non possiamo esimerci dal far notare che tale situazione di tensione si è determinata dal fatto che questi lavoratori, della ditta New World Service, da mesi non percepiscono le retribuzioni e non sanno come sfamare le proprie famiglie.

«Sia Isolfin, come committente diretto, che Fincantieri, sono a conoscenza del problema, così come le istituzioni del territorio. Eppure nonostante le nostre continue pressioni continuano a rimpallarsi le responsabilità senza che ad oggi ci sia una soluzione per tutti. Fincantieri sta riprendendo le attività seppur in maniera graduale ma tra qualche settimana la ripresa sarà totale e i lavoratori della New World Service dovranno rientrare al lavoro. Una condizione drammatica che rischia di aggravarsi quando questi lavoratori torneranno con tutte le preoccupazioni derivanti dall’emergenza epidemiologica da una parte e il mancato pagamento delle retribuzioni dall’altra». —

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