Venezia, canali limpidi senza moto ondoso

Traffico acqueo di fatto cancellato, scarichi ridotti e ricambio delle maree: fanno la loro ricomparsa anche i pesci

VENEZIA. Venezia “sconfigge” il moto ondoso e ritrova la purezza dei suoi canali, tornati limpidi da torbidi che erano, con i pesci che fanno la loro ricomparsa in molti di essi.. È un altro degli effetti collaterali dell’emergenza Coronavirus, che ha svuotato la città dai flussi dei turisti e anche da quelli, più contenuti, dei residenti - restituendole uno splendore architettonico nitido e spettrale insieme - ma ha anche cancellato di fatto il traffico acqueo, ridotto ai minimi termini, eliminando così una buona quantità di scarichi inquinanti prodotti dai motori, come avvenuto anche nell’aria con il forte abbassamento dei livelli del Pm10.

Quel che non poté il piano del traffico acqueo del Comune ancora da attuare e la promessa della progressiva adozione di motori ecologici, ha fatto, in pochi giorni, la paura del virus e il nuovo regime di emergenza.


La ritrovata trasparenza dei canali dipende appunto direttamente dall’assenza di traffico che normalmente smuove i sedimenti accumulati sul fondo e contribuisce dunque a intorbidare le acque. Gli scarichi ridotti e il ricambio idrico delle maree fanno il resto.

Il traffico drasticamente ridotto di vaporetti, Grandi Navi e altre imbarcazioni a motore ha di fatto riportato gli specchi acquei lagunari a tempi antichi, quelli del dopoguerra, quando addirittura era ancora possibile fare il bagno nelle acque dei canali.

Anche i rii intorno a Piazza San Marco, di solito particolarmente torbidi, per l’intendo traffico di barche, taxi, oltre che di gondole, hanno riacquistato la loro limpidezza.

E anche l’ecosistema lagunare ringrazia, mostrando evidenti segni di rigenerazione.

Si tratta di una Venezia bellissima e diversa, frutto però di una situazione eccezionale e subìta: quella di un’emergenza sanitaria che ha drammaticamente bloccato tutte le attività economiche e sociali.

Non si può avere, naturalmente, una Venezia meravigliosa come quella che appare in questi giorni nel suo aspetto architettonico e ambientale, pagando un prezzo talmente alto come quella che è di fatto la morte civile della sua comunità.

Ma tutti ora notano la differenza rispetto a prima e non c’è dubbio, perciò, che una volta superata l’emergenza Coronavirus, il problema di una Venezia meno intasata, più pulita, più tutelata nella sua integrità, inevitabilmente si porrà, cercando di coniugare sviluppo e conservazione della città, nei suoi lavori. Perché una cosa, col passare dei giorni, emerge con sempre maggiore chiarezza e consapevolezza, anche nelle parole di molti: dopo l’emergenza Coronavirus nulla sarà come prima. Anche per Venezia. —

Enrico Tantucci

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