«Interventi milionari sul Brenta per prevenire il dissesto»

La richiesta del comitato alla Regione dopo le frane delle rive registrate  negli ultimi giorni. Zamboni: «Il milione e mezzo stanziato non è sufficiente»



«Servono interventi consistenti da decine di milioni di euro per mettere in sicurezza gli argini del Brenta. L’Idrovia va completata in funzione del canale scolmatore. Le piogge degli ultimi giorni hanno fatto registrare crolli e frane a ridosso del ponte ferroviario a Bojon che attraversa il fiume. Si tratta di importanti distacchi di terreno, per decine di metri».


A denunciare la grave situazione di dissesto idrogeologico sul Brenta chiedendo alla Regione interventi urgenti per decine di milioni di euro è Marino Zamboni, presidente del Comitato Brenta Sicuro. Un comitato che da anni pone il problema alle autorità regionali e statali.

«Purtroppo in prossimità del ponte ferroviario di Bojon» spiega Zamboni «si registrano nuovi cedimenti lungo il corso del Brenta di Cunetta (il tratto che è stato scavato a metà dell’800 e che congiunge Stra a Corte, per poi proseguire verso la foce a Brondolo di Chioggia). In questo tratto di fiume da anni denunciamo come i movimenti franosi si susseguono e comportano il cedimento di ingenti pezzi di arginature. Cedimenti che richiedono un monitoraggio costante. Gli interventi che sono stati messi in programma nel 2020 per 1,5 milioni di euro dalla Regione non sono sufficienti».

Qualche mese fa il Genio civile e la Regione avevano infatti comunicato di aver stanziato 1,5 milioni di euro per sistemare il fiume Brenta nel tratto in cui sono state erano denunciate frane e cioè fra Sandon di Fossò, Vigonovo e Liettoli.

Gli interventi verranno fatti collocando pali, ricompattando con terreno gli argini anche attraverso sassi e con la ricollocazione di alberi.

«Quella delle continue frane» sottolinea Zamboni «è una situazione preoccupante e continueremo a chiedere che Genio civile e la Regione intervengano in tempi rapidi per mettere completamente in sicurezza le arginature, da Padova alla foce in mare. Servono decine di milioni di euro subito».

Il Comitato poi insiste su completamento dell’Idrovia Padova – Venezia. «L’opera» spiega il portavoce del comitato «deve essere completata per poter fungere almeno da canale scolmatore e permettere la messa in sicurezza delle aree del Padovano ad esempio colpite dalla disastrosa piena del Bacchiglione del 2010 e per evitare tragici eventi come quelli del 1966».

Sulle posizioni del Comitato, nei giorni scorsi si era espresso il sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto, che ha lanciato un appello a tutti i candidati consiglieri regionali e ai candidati presidenti, a impegnarsi mettendo nel programma il completamento dell’Idrovia.

Danieletto aveva portato alla Regione e allo Stato le deliberazioni di 30 consigli comunali a favore del completamento dell’opera del veneziano, padovano e vicentino. —



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